“Rigassificatore, voltafaccia inaccettabili”

giovanni vaccaro
savona
Una miscela di soddisfazione e speranza, ma con un pizzico di delusione per alcune defezioni. 
Il giorno dopo la catena umana per protestare contro il progetto del rigassificatore, che si è sviluppata da Varazze a Finale, è tempo di bilanci. Fra gli attivisti dei comitati sono fioccate polemiche sulla mancata partecipazione delle persone, specie tra Varazze e Albissola, ma anche per l’atteggiamento di alcuni stabilimenti balneari, che non hanno appoggiato la manifestazione. Nel frattempo arrivano anche le frecciate di Andrea Pasa, segretario provinciale della Cgil, fra i primi a opporsi all’idea del rigassificatore nella rada di Savona-Vado: «In Regione dovrebbero dimettersi tutti, invece ora assistiamo al balletto di chi fino a due mesi fa andava a braccetto con Toti». Al di là di qualche spazio vuoto nella fila di persone, che sabato pomeriggio si sono sistemate sul litorale savonese per dare vita alla catena, resta la consapevolezza di aver potuto esprimere il rifiuto del territorio verso un progetto ritenuto imposto dall’alto. Non solo: ora che ha rassegnato le dimissioni il presidente della Regione, Giovanni Toti, esponente che aveva offerto la disponibilità della Liguria a ospitare la nave rigassificatrice, anche all’interno della maggioranza di piazza De Ferrari fioccano i distinguo. «La politica regionale inizia ad avvicinarsi ai cittadini – commenta Monica Giovannini, della rete “Fermiamo il mostro del gas” -. Questo progetto porterebbe solo danni al territorio, che si è espresso in modo compatto e inequivocabile». Sergio Siriani (“Quelli della catena”), che però avverte ancora un rischio: «Nonostante i problemi che sta passando la Regione, il progetto non è stato ritirato. Il territorio e gli abitanti non lo vogliono, occorre che a Roma se ne prenda finalmente atto e che si cambi destinazione». 
Il fronte politico è agitato. Il primo ad allontanarsi dalle posizioni di Toti era stato il suo stesso capogruppo Angelo Vaccarezza, che poi ha rassegnato le dimissioni, sostituito dal varazzino Alessandro Bozzano. L’esponente loanese, accasatosi in Forza Italia, nelle ultime settimane ha ammesso che il progetto del rigassificatore andava valutato, ma che ora è palesemente rifiutato dal territorio e bisogna prenderne atto. Il presidente ad interim della Regione, Alessandro Piana, che ha concordato sulla necessità di cambiare approccio e chiesto al Governo la nomina di un nuovo commissario per gestire l’iter. 
«L’amministrazione regionale è colpevole di questo scempio. Ora è necessario andare al voto – tuona Andrea Pasa, segretario provinciale Cgil -. Non si possono sentire alcune dichiarazioni di queste ore da parte di politici, amministratori e associazioni datoriali che, fino a due mesi fa, erano a braccetto con Toti e spiegavano i benefici del rigassificatore». —