Riaprono le sale operatorie nell’ospedale di Cairo

«È prevista dopo l’estate la ripresa dell’attività chirurgica all’ospedale di Cairo, risultato di un impegno costante nella ricerca di nuovi anestesisti». L’annuncio dell’Asl cambia la prospettiva per il San Giuseppe: inaugurate 10 anni fa, le due sale operatorie del presidio erano costate 2,5 milioni di euro, ma furono chiuse dopo pochi anni. Ora potrebbero riaprire per accogliere interventi chirurgici a bassa complessità. La svolta arriva all’indomani delle polemiche e dell’attacco della Cgil, che, nel vedere una consistente ripresa dell’attività nelle sale del Santa Maria di Misericordia di Albenga, aveva chiesto risposte anche per Cairo. Asl ha sempre detto di voler riattivare l’attività chirurgica, ma ora c’è qualcosa di più di un impegno: nei mesi scorsi le sale sono state sistemate e certificate. «A testimonianza della volontà di ripristinare e potenziare le attività chirurgiche, sono stati avviati e portati a termine una serie di lavori di riadeguamento del presidio – precisa l’azienda -. Questi interventi hanno riguardato anche le caratteristiche strutturali e organizzative necessarie per le sedute chirurgiche. Nel corpo centrale dell’ospedale, oltre che per realizzare la casa di comunità, le ditte stanno lavorando per un rifacimento delle due degenze, dell’area dedicata all’ospedale di comunità e alla riabilitazione extraospedaliera residenziale. Verranno climatizzate e rinnovate e avranno entrambe 20 posti letto. Tutti i lavori sono stati eseguiti e procedono senza spostare alcuna attività dal complesso di Cairo e dai locali Asl di Carcare, nonostante difficoltà logistiche e organizzative». L’ostacolo che finora ha impedito la riapertura è la carenza di anestesisti. Ora c’è una convenzione con il San Martino e un’imminente collaborazione con gli anestesisti dell’Asl 3 di Genova, poiché l’entrata in funzione della nuova Tac del San Giuseppe (in autunno) richiede la presenza dell’anestesista per gli esami con mezzo di contrasto.