
luisa barberis
savona
Tra una settimana una delle due risonanze magnetiche in dotazione al San Paolo di Savona “andrà in pensione”: verrà spenta e definitivamente smontata, in modo da lasciare spazio al cantiere per adeguare gli spazi e accogliere un nuovo macchinario. Il problema è che, almeno fino a dicembre, l’Asl potrà contare su un solo apparecchio, che gioco forza verrà utilizzato in via quasi esclusiva per gli esami dei pazienti ricoverati e per quelli in arrivo al pronto soccorso, azzerando la possibilità di erogare prestazioni agli esterni.
Per trovare una soluzione i vertici Asl sono al lavoro e proprio in questi giorni l’azienda sta cercando di acquistare all’esterno, da studi privati, un pacchetto di esami per rispondere alle esigenze dei savonesi ed evitare che le liste d’attesa lievitino ulteriormente. «Abbiamo stimato un fabbisogno di circa 500 risonanze al mese – ha chiarito il direttore generale dell’Asl, Michele Orlando –. Stiamo cercando di limitare al massimo le ricadute sugli utenti e per questo stiamo valutando di acquistare prestazioni da studi privati accreditati esterni, che in questo periodo possano supportare l’attività, finché l’ospedale non tornerà a contare due risonanze. Le agende restano comunque sempre aperte e, in base a una prima analisi, dovremo riuscire a traguardare senza troppi problemi i mesi di luglio e agosto. Da settembre cercheremo di aumentare l’offerta, mettendo in campo nuove strategie. Va detto che i tempi di molti esami sono già rientrati, grazie al pacchetto di prestazioni che la Regione ha già comprato dai privati per l’abbattimento delle liste d’attesa. Tuttavia, per quanto ci riguarda, in questi mesi di cantiere, un aiuto è comunque indispensabile per rispondere alle richieste dei pazienti esterni». La sostituzione della risonanza comporta alcuni disagi, ma rappresenta anche un passo importantissimo per la sanità savonese: l’investimento vale 1,6 milioni di euro e si inserisce nel piano da oltre 10 milioni di euro che, avvalendosi dei fondi Pnrr, Asl e Regione hanno messo in campo per comprare e mettere in funzione 10 nuovi grandi macchinari, tra cui anche pet, tac, mammografi ed angiografi, con l’obiettivo di “svecchiare” la strumentazione degli ospedali savonesi e offrire ai pazienti esami con la migliore tecnologia possibile. In parallelo prosegue anche il cantiere per ampliare gli spazi del pronto soccorso di Savona con nuovi ambulatori e un tunnel di collegamento (è già stato realizzato) con il padiglione Astengo. «Nel giro di pochi mesi il San Paolo avrà una risonanza all’avanguardia ed estremamente performante – ha aggiunto Orlando -, a Cairo verrà messa in funzione una nuova Tac che sarà di supporto a tutta la provincia. Inoltre verranno montati anche due nuovi angiografi. Sono investimenti importantissimi, che andranno a migliorare l’offerta e le prestazioni. E’ evidente che, potendo contare su una sola risonanza anziché due, l’attività dovrà essere ripensata per alcuni mesi, anche perché non abbiamo margini di manovra. Le apparecchiature del Santa Corona lavorano già a tempo pieno, non ci sono spazi liberi, di conseguenza non è possibile dirottare parte dell’attività di Savona su Pietra». Inoltre sia a Savona sia a Pietra è già stato attivato anche il progetto “Sunday”, con prestazioni offerte anche la domenica mattina. —
