silvia campese
savona
Hanno preso il via i sopralluoghi tecnici negli stabilimenti balneari di Savona, Albissola e Vado, in vista dei bandi di gara per il rinnovo delle concessioni.
La spada di Damocle, che pesa sulla stagione appena iniziata, è sempre più incombente. L’iter sta andando avanti a ritmi serrati: se non ci sarà un intervento del Governo, entro fine anno saranno rese note le nuove assegnazioni.
Le scadenze sono serrate sia per gli stabilimenti sul territorio di competenza della Port Authority sia per le spiagge di competenza dei Comuni.
Completati i sopralluoghi tecnici di Autorità Portuale, seguirà quello del Demanio di Genova: si tratta delle verifiche necessarie per conoscere le caratteristiche del bene, che viene messo a gara. Passaggi, questi, che saranno completati entro il mese di giugno. A quel punto, saranno disponibili i dati per completare i bandi, già imbastiti.
La pubblicazione avverrà entro luglio, con il via all’iter di gara, imposto dall’Europa e dalla Bolkestein. Spetterà agli enti individuare i criteri e le linee guida, alla base del bando di gara. Saranno richiesti nuovi servizi, il livello di qualità e delle strutture offerte. Tutti aspetti che determineranno l’individuazione del concessionario e anche la durata dell’affido di gestione. Anche i Comuni di Savona, Albissola e Vado dovranno votare, in giunta, le linee guida: spetterà poi ad Autorità portuale sottoscriverle e pubblicarle nell’ambito del bando di gara.
La licenza potrà andare da uno a quattro anni. Ci potrà essere anche la licenza pluriennale, per un massimo di vent’anni, se il gestore effettuerà un investimento che richiede un periodo di tempo ampio per ammortizzarlo.
Se ci sarà un’unica offerta, la commissione valuterà, in base alle offerte e agli investimenti, soltanto il tempo di affido. Se ci saranno più soggetti, allora si procederà con la fase di gara. Entro fine anno sarà resa nota la scelta del concessionario. «I ricorsi al Tar, che si sono susseguiti nelle località in cui sono state presentate le gare, evidenziano un fatto: serve una legge nazionale – ha detto Enrico Schiappapietra, presidente del sindacato bagni marini regionale e provinciale-. Impensabile che siano i Comuni a gestire una vicenda così complessa, dove non può esserci il rischio di difformità .Confidiamo, quindi, in una legge in tempi rapidi». —