Chiara Appendino “Riforma, un obbrobrio giuridico Si preoccupi di stipendi e sanità” Il Superbonus “

PAOLA SCOLA
CUNEO
Arriva in camper. Da ieri gira le province, per sostenere la candidatura a presidente della Regione Piemonte di Sarah Disabato. Una corsa solitaria per i 5 Stelle. Chiara Appendino, già sindaca di Torino, vicepresidente M5S, inizia il tour da Cuneo.
Che ruolo vi date nella campagna delle Regionali, dove l’uscente Alberto Cirio (FI) è dato già vincente?
«Parliamo con i cittadini che ci chiedono ascolto e speranza. Sanità, lavoro, ambiente: il Piemonte merita di più. Con la nostra candidata Sarah Disabato raccontiamo il nostro progetto per risolvere le tante questioni irrisolte nei 5 anni di Cirio e negli anni del centrosinistra con Chiamparino».
Un giudizio sul premierato?
«Un obbrobrio giuridico, che assegna al premier poteri smisurati, trasforma il presidente della Repubblica in passacarte e non risolve il tema della stabilità dei governi. Ci aspetteremmo che la presidente del Consiglio, invece di concentrarsi tanto sul distruggere la Costituzione, si impegnasse a risolvere i problemi veri delle persone».
Ad esempio?
«Il fatto che gli stipendi sono bassi, i giovani non trovano lavoro, la produzione industriale è in calo da 14 mesi, le famiglie non riescono a pagare il mutuo e la sanità è al collasso con liste d’attesa infinite. Il governo sta andando in direzione opposta, dicendo no al salario minimo, non tassando gli extraprofitti delle banche e tagliando sulla sanità».
E la giustizia?
«I cittadini vogliono processi veloci e giusti e certezza della pena. Invece il governo Meloni vuole l’impunità per i colletti bianchi che non mollano la poltrona. Attaccano e riducono le intercettazioni, indeboliscono l’uso dei trojan, smantellano i controlli di legalità, varano norme bavaglio, mentre l’Italia da Nord a Sud è attraversata da una gigantesca questione morale».
Inchieste in politica.
«Il M5S tiene l’asticella alta sulla moralità, intesa come tutela delle istituzioni. Non spetta a noi fare i processi e non ci interessa la questione giudiziaria. Chiediamo a Toti di dimettersi da settimane per una questione morale. Non mi arrendo al fatto che la politica sia quella dove si discute di concessioni urbanistiche sullo yacht, lasciando i telefoni fuori per evitare intercettazioni. Un presidente di Regione ai domiciliari deve dimettersi a tutela dei cittadini».
La polemica sul Superbonus?
«Per quanti anni sentiremo la Meloni dire che non riesce a fare le cose promesse per colpa del Superbonus? Potrei riportare gli studi che dimostrano quanto ha inciso sulla crescita del Pil o quanti posti di lavoro ha creato. Ce li ricordiamo, lei e Giorgetti, che sostenevano il Superbonus, prima di additarlo come colpa di ogni male e intervenire in modo retroattivo, condannando al fallimento famiglie e imprese che si sono fidate dello Stato».
Si discute di Rai, fresca la polemica della Meloni con La7.
«Quand’ero sindaca capitava di essere contestata: normale per chi governa. Evidente che questo governo sia allergico alla critica e non ami il dissenso. Quando la Corte dei Conti denunciava i ritardi sul Pnrr, le hanno tolto il controllo preventivo. Quando Anac ha affrontato il tema dei subappalti, che riguardano la sicurezza sul lavoro, hanno attaccato il presidente. Se un giornalista osa dire, s’inventano la legge bavaglio. Meloni farebbe meglio a occuparsi di qualità della vita, stipendi, inflazione». —
