Finanziamenti a Toti dalle discariche di Vado

Quasi 200 mila euro (195 mila per la precisione) versati da Pietro Colucci attraverso le sue società, riconducibili al Gruppo Waste Italia e alla gestione delle discariche di Vado Ligure, al Comitato Change e al Comitato Giovanni Toti Liguria per le elezioni regionali.
Sarebbe il filone savonese, legato alla gestione dei rifiuti e delle discariche di Vado Ligure, ad avere dato il via alle indagini e alle intercettazioni che hanno scatenato il terremoto giudiziario in Regione Liguria. Sino all’arresto del presidente Toti con l’accusa di corruzione. L’inchiesta della Procura di Genova si intreccia, così, con una indagine della Guardia di finanza, risalente al 2021. A essere coinvolto è Pietro Colucci, già al tempo gestore, tramite le società Green up ed Ecosavona, delle discariche del Boscaccio e di Bossarino di Vado. Secondo quanto emerso dalle indagini delle Fiamme gialle e le conclusioni tratte al termine dell’attività investigativa, Colucci, in violazione della normativa sul finanziamento ai partiti politici, avrebbe versato 195 mila euro ai Comitati di Toti tra il 2016 e il 2020. Tutte erogazioni che non erano state deliberate dagli organi societari delle diverse realtà di Colucci e, in alcuni casi, nemmeno erano state messe a bilancio.
Un percorso d’indagine, quello del 2021, che viene citato, ora, nell’ordinanza di custodia cautelare relativa all’inchiesta della Procura di Genova. Qui il gip precisa che «la ragione dei finanziamenti illeciti, erogati da Colucci, fosse da ricondurre non tanto a uno spirito di liberalità, quanto piuttosto alla funzione svolta dal presidente della Regione in materia ambientale». I rapporti di Colucci con Regione Liguria risalgono al 2017, quando l’imprenditore richiede l’autorizzazione all’ampliamento della discarica di Vado del Boscaccio. 
Ancora oggi la discarica Boscaccio appartiene per buona parte alle società di Colucci. Nello specifico, il 70 per cento è del gruppo Innovatec (ex Ecosavona); il 25%, un tempo proprietà del Comune di Vado, è ora di Sat, la società pubblica in house che gestisce la raccolta rifiuti per l’ato (ambito territoriale ottimale) provinciale. Infine il 5 per cento è del Comune di Savona. Una discarica, il Boscaccio, fondamentale non solo per il territorio savonese: parte dei rifiuti indifferenziati di Genova viene conferita a Vado. —
s.c.