Voto di scambio in Puglia: indagata assessora Pd


il caso
Valeria D’Autilia / Bari
La Puglia e il Pd scossi da un nuovo terremoto giudiziario. Al centro Anita Maurodinoia, sino a ieri assessore regionale del Partito democratico, indagata nell’inchiesta della procura di Bari su una presunta compravendita di voti che ha portato alla rielezione di Antonio Donatelli a sindaco di Triggiano. 
Ai domiciliari il primo cittadino e il marito dell’assessore, Sandro Cataldo. Dieci le misure cautelari. Secondo gli inquirenti, un’associazione finalizzata alla corruzione elettorale avrebbe permesso di comprare voti, anche al prezzo di 50 euro l’uno, alle elezioni amministrative del 2020 nel comune di Grumo Appula, e del 2021 a Triggiano. La stessa cosa sarebbe accaduta anche per l’elezione alle regionali di Maurodinoia nel 2020: soprannominata «Lady Preferenze», aveva sfiorato i 20 mila voti, dopo averne conquistati (l’anno prima) oltre 6 mila alle comunali di Bari a sostegno del candidato sindaco Antonio Decaro con la lista Sud al centro, movimento fondato dal marito. Ora è stata costretta a dimettersi da assessore regionale ai Trasporti e dagli organismi del Pd. Maurodinoia risulta coinvolta anche in un’altra indagine, quella che – a fine febbraio – aveva fatto scattare 130 arresti a Bari per un presunto sistema di mafia e voto di scambio alle elezioni comunali del 2019, spingendo la magistratura a disporre l’amministrazione giudiziaria per le sospette infiltrazioni dei clan nella municipalizzata di trasporti. Proprio l’inchiesta della Dda aveva indotto il ministro Piantedosi a nominare una commissione d’accesso per valutare l’eventuale esistenza di condizionamenti mafiosi nel consiglio comunale di Bari. Mentre, entro aprile, sia Emiliano che Decaro saranno ascoltati in commissione Antimafia.
«Mi è stato sempre evidente che in Puglia c’erano e permangono opacità forti nel sistema di potere legato all’attuale governo regionale» attacca la dirigente di Italia Viva, Teresa Bellanova. La Lega Puglia parla di «vicende sconcertanti» e ricorda quelle che definisce «imbarazzanti polemiche del comune di Bari contro il Viminale» e «l’inquietante comizio» di Emiliano con Decaro. Proprio il presidente pugliese chiede di abbassare i toni: «A coloro che stanno già strumentalizzando questa vicenda dico che, così come sono garantisti con un ministro, dovrebbero esserlo con chiunque altro» e poi fa sapere che Maurodinoia si è dimessa «nonostante ritenga di essersi comportata correttamente». Decaro, invece, dice di non essere sorpreso. «La corruzione, la compravendita ci sono» e ricorda di aver fatto tre denunce durante le ultime elezioni: «Due di quelle erano per persone che votavano per liste legate al mio nome». Ma Fratelli d’Italia non ci sta e accusa Decaro di aver «convissuto politicamente ed amministrativamente con il voto di scambio, premiato con ingressi in maggioranza, nomine in giunta e incarichi»