L’Abruzzo va al voto per scegliere il governatore e rinnovare il Consiglio ma dalle urne di questa piccola regione potrebbe uscire un risultato destinato a incidere profondamente sugli equilibri politici nazionali dei prossimi mesi. Dopo il risultato a sorpresa in Sardegna, che ha visto imporsi per una manciata di preferenze Alessandra Todde, espressione del campo largo PD-M5s, provocando uno scossone all’interno della maggioranza di governo del Paese, la tornata elettorale abruzzese sembra configurarsi come un match decisivo: una sorta di gara di ritorno di una finale di Champions, con la squadra giallorossa in vantaggio per 1-0. A contendersi lo scranno più alto di Palazzo Silone all’Aquila sono il presidente uscente, Marco Marsilio, sostenuto da tutto il centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati, Udd e Democrazia Cristiana con Rotondi e la lista civica Marsilio Presidente) e lo sfidante, Luciano D’Amico, appoggiato da una coalizione di tutte le forze di opposizione (Pd, M5s, Azione, Alleanza Verdi e Sinistra con Democrazia Solidale, Italia Viva, Psi, +Europa e la lista civica Abruzzo Insieme).
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