
STRATEGIE DELL’AZIENDA SANITARIA PER RENDERE PIÙ ATTRATTIVI GLI OSPEDALI SAVONESI
luisa barberis
savona
Due foresterie, una a Savona e una a Pietra. Per rendere più attrattivo il lavoro negli ospedali della provincia, si offre una casa ai medici neoassunti o durante la specializzazione. L’esperienza ricorda l’offerta lanciata la scorsa estate all’Isola d’Elba (vitto, alloggio e ombrellone in spiaggia per i medici disposti ad andare a lavorare sull’isola, a “corto” di camici bianchi), ma nel Savonese ha radici più lontane e ora rappresenta “l’arma in più” con la quale l’Asl prova ad attirare nuovi specialisti per rinforzare gli organici.
L’obiettivo è facilitare gli spostamenti dei giovani medici, che magari vorrebbero accettare l’incarico, ma rifiutano perché non riescono ad affrontare subito un trasloco. «L’esperienza era nata dopo il crollo del ponte Morandi – spiega l’azienda -, allora poter contare su un posto letto vicino all’ospedale serviva soprattutto ai medici genovesi reperibili nei nostri ospedali. Oggi abbiamo due foresterie, una in un padiglione interno al Santa Corona con 6 camere singole e un’altra in Valloria, dove in un appartamento esterno al San Paolo sono state ricavate due singole e una doppia. L’offerta, pur essendo una misura temporanea (massimo un mese a 10 euro al giorno, ndr), risponde a molte altre esigenze. Si rivolge agli specializzandi che operano nelle nostre strutture, ai nuovi assunti e ai dipendenti non residenti in comuni limitrofi, il cui domicilio non sia compatibile con i tempi di intervento in pronta disponibilità. Viene sfruttata in caso di allerte meteo, manifestazioni o lavori stradali straordinari per i quali si prevedono interruzioni o importanti rallentamenti, che potrebbero complicare gli spostamenti del personale. Inoltre possono usufruire delle foresterie gli allievi delle scuole professionali del settore sanitario come infermieri, terapisti, tecnici durante il periodo di tirocinio pratico, i collaboratori professionali esterni o i consulenti». Un esperimento che non serve solo a tamponare l’emergenza, ma a pensare in prospettiva. Nel turnover degli specializzandi che l’Asl ha già ospitato, alcuni hanno poi scelto di fermarsi a lavorare nel Savonese. Ed è questa la speranza anche per il futuro. —
