
L’EX CAPOGRUPPO NON REPLICA AL PRESIDENTE, MA CONTINUA IL TOUR DI INCONTRI NEL PONENTE
il retroscena
«Tutti parlano di me, ma nessuno che pensi a parlarne prima con me. Se qualcuno avesse alzato il telefono magari avrebbe evitato di dire certe belinate». Risponde così, Angelo Vaccarezza, quando gli si chiede un commento alle parole del presidente Giovanni Toti, che di fatto sanciscono il suo addio agli “arancioni”: «Tra i miei consiglieri – ha detto il governatore – lui è stato il peggiore: abbiamo perso il comune di Savona e fatto un mezzo disastro con la Provincia».
Chi si aspettava una risposta per le rime dall’ex capogruppo per ora è rimasto in attesa, ma è probabile che non dovrà attendere molto. Vaccarezza anche ieri è stato avvistato a Savona dalle parti del Comune e nei paesi del comprensorio ingauno, intorno ad Albenga. Nel capoluogo di provincia avrebbe avuto un colloquio con Piero Santi, il “mister preferenze” del centrodestra alle ultime comunali, già da tempo in rotta di collisione con Toti per la questione del rigassificatore di Vado Ligure. Intanto, nel silenzio dei protagonisti principali, abbondano le letture e i retroscena sulle ragioni della mossa imprevista di Vaccarezza e sul suo ormai più che probabile ritorno in Forza Italia.
E tra chi si interroga c’è anche Claudio Burlando: l’ex governatore sulla sua super chat “Vasta Liguria” ha commentato le ultime vicende: «Sembra strano che il caso Vaccarezza possa nascere dalla legge sui servizi cimiteriali e basta – osserva Burlando – ma se tu (presidente) presenti una lista che diventa di fatto il tuo partito e il partito più forte, con oltre dieci tra assessori e consiglieri, allora è ovvio che queste persone ad un certo punto si fanno una domanda: ma cosa mi succede se Toti non sarà più candidato? La risposta potrebbe essere: io sono morto. Quindi in un certo senso le onoranze funebri c’entrano». Secondo altre interpretazioni invece la mossa di Vaccarezza sarebbe stata preparata da tempo, già dall’estate con un pranzo a Laigueglia a cui avrebbero partecipato il sindaco di Imperia Claudio Scajola e il governatore del Piemonte Alberto Cirio, di cui Vaccarezza è stato collaboratore. Poi il viaggio a Paestum dell’allora capogruppo della Lista Toti, a settembre, per la manifestazione di Forza Italia in ricordo di Silvio Berlusconi.
Quale che sia l’origine della scossa, ora ci si interroga su quale sarà l’esito: nel centrodestra ci si aspetta una slavina verso i forzisti di consiglieri nel savonese (con qualche sindaco come quello di Cairo Montenotte, Lambertini) e qualche cambio di casacca in consiglio regionale, non solo dalla lista Toti. Ma soprattutto un Vaccarezza “scatenato” sul territorio e con le mani libere nel dissentire rispetto alla giunta regionale. Con l’orizzonte delle prossime regionali. Invece nel centrosinistra si pensa a come capitalizzare il momento: «In nove anni Toti non è mai stato così in difficoltà – commenta il consigliere Pd savonese Roberto Arboscello – e questo momento nasce da Savona: lui ha dovuto offrirsi per il rigassificatore per garantirsi il terzo mandato con il governo, ma i suoi alleati ora lo vedono come un peso». Arboscello però è stato anche il regista dell’accordo con i totiani (proprio con Vaccarezza) per mantenere Pierangelo Olivieri alla guida della Provincia: «Io la rivendico quell’operazione perché ci ha permesso di dare continuità quando c’era da discutere l’Ato dei rifiuti o il trasporto pubblico, ma anche la scelta di staccare la spina dopo lo scontro sul comune di Vado e sul rigassificatore».
Ora per Arboscello l’obiettivo è riconquistare più comuni possibile dei quaranta che andranno al voto nella provincia: «Continuiamo a lavorare come stiamo facendo, il centrodestra sarà diviso ma gli elettori vanno convinti presentandoci uniti».—
E. Ros.
