L’AZIENDA PUNTA SUL RECUPERO CREDITI

il caso
Settecento cartelle sono in partenza dall’Asl per incassare i ticket relativi a prestazioni sanitarie che sono dovuti, ma in realtà non sono stati pagati e che valgono migliaia di euro per le casse pubbliche. Prosegue l’operazione di recupero ticket dell’azienda sanitaria locale, che in questi giorni ha inviato nuove lettere per far luce sulle cosiddette “autocertificazioni mendaci”, ossia le dichiarazioni individuate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in cui l’utente dichiara di essere esente dal pagamento del ticket e che poi risultano non veritiere ai controlli.
«In questo caso è proprio il Mef a verificare le autocertificazioni e trasmette gli elenchi dei soggetti risultati incongruenti alla Asl che poi emette i verbali – spiega l’azienda sanitaria – Nello specifico ci sono diverse dichiarazioni sottoposte a verifica, riguardanti cittadini che si sono recati al Pronto Soccorso e, individuati come codice bianco, sono risultati soggetti al pagamento del ticket». Si tratta di una casistica che non include gli accessi a seguito di traumi, avvelenamenti acuti e minori di 14 anni. In questo caso è l’Asl stessa a provvedere alla compilazione degli elenchi degli inadempienti che poi riceveranno un avviso bonario dall’Agenzia delle Entrate, in prima battuta senza alcun aggravio per l’utente.
Sottolinea ancora Asl: «È importante evidenziare che sugli avvisi che arriveranno a casa gli utenti troveranno i contatti, e-mail e telefono, perché chi dovesse ritenere non dovuto quanto richiesto possa far valere le proprie ragioni. Il recupero di queste risorse è un atto dovuto per legge». —
l.B.