DURO BOTTA E RISPOSTA TRA LA CONSIGLIERA GUELFI E IL VICESINDACO GILARDI
GIOVANNI VACCARO
VADO LIGURE
«La costruzione dei cassoni per la diga foranea di Genova porterà un’ulteriore servitù per Vado. Già ora gli abitanti della valle si lamentano per il passaggio dei camion che portano il materiale di riempimento dalle cave al porto. E si trattava soltanto dei quattro cassoni per la ristrutturazione della diga vadese, mentre per il progetto di Genova ne verranno costruiti ben novanta». A lanciare l’allarme è l’associazione ambientalista locale Vivere Vado, che da anni contesta i progetti di ampliamento portuale. Dato che i cassoni, strutture vuote in calcestruzzo, dovranno essere riempiti di materiale di cava, il timore è che il traffico di mezzi pesanti, che lo dovranno trasportare al porto dalle cave Trevo e Mei-Colombino, potrebbe avere ripercussioni sul traffico cittadino, in particolare lungo la strada che da Sant’Ermete scende verso Vado attraversando la frazione della Valle. I cassoni verranno realizzati in un impianto ospitato sulla testata della piattaforma Vado Gateway, con una protezione dal moto ondoso costituita dai primi quattro cubi di calcestruzzo. «Non solo – interviene Franca Guelfi, già consigliere di opposizione e “anima” di Vivere Vado, che potrebbe essere in prima linea in vista delle prossime elezioni -: per allestire il cantiere in cui saranno costruiti i cassoni per Genova, si dovrà fare una struttura apposta davanti alla piattaforma che, con la movimentazione di terra e ghiaia sul fondale, inciderà sugli equilibri ambientali. Oltre al rigassificatore, anche questo rappresenterà una minaccia per l’Area marina protetta dell’isola di Bergeggi. Nell’accordo per portare a Vado la costruzione dei cassoni c’è una bella frase ad effetto: “sviluppo dell’economia circolare”. Si intende che il materiale sarà estratto dalle cave locali, cioè che il miglioramento ambientale sarà per chi non vive a Vado». Il gruppo ha già presentato le osservazioni all’Autorità di sistema portuale, segnalando le preoccupazioni per l’impatto dei mezzi pesanti. Vivere Vado attacca anche l’amministrazione comunale del sindaco Monica Giuliano: «Il 25 agosto, con le dimissioni già annunciate, la giunta ha approvato una delibera per concedere al porto un’area buffer per la sosta dei camion». Più tranquillo, invece, Fabio Gilardi, vicesindaco uscente e candidato del centrosinistra: «È già da tempo che stanno costruendo i cassoni nel nostro porto, prima per la piattaforma e ora per il nuovo tratto della diga foranea, ma il problema dei camion è poco significativo, grazie a una buona pianificazione e gestione del traffico con l’Autorità portuale e con le imprese. Anche per il cantiere dei cassoni per la diga di Genova bisogna fare lo stesso: con l’utilizzo di percorsi già oggi dedicati ai mezzi pesanti da e per il porto non si creerà alcun problema. Abbiamo una viabilità che consente di entrare in porto senza causare disagi al traffico urbano. Sicuramente c’è da fare un piano ad hoc, ma non credo sia un problema».—

