IL SINDACO GARBARINI DI ALBISOLA SUPERIORE
Maggioranza e opposizione hanno votato compatti nella stessa direzione, ma dietro le quinte ognuno dei gruppi rivendica la paternità della scelta. Ha rappresentato una svolta nel levante savonese il “no”, espresso all’unanimità dal consiglio comunale di Albisola Superiore, al progetto del rigassificatore nella rada di Savona-Vado. Il Comune era infatti rimasto su una posizione più defilata rispetto a quelli di Savona, Quiliano e Bergeggi (a Vado c’è un commissario, che a sua volta ha sollevato obiezioni alla struttura commissariale): da una parte perché in effetti l’impianto risulterà piuttosto lontano e fuori visuale, dall’altra perché il sindaco albisolese Maurizio Garbarini è politicamente vicino al presidente-commissario Giovanni Toti.
«Per quanto può servire, spero di aver aiutato il territorio. Non avendo elementi per dare un parere tecnico, abbiamo espresso una posizione contraria dal punto di vista politico, considerando le possibili ripercussioni su turismo, ambiente, Santuario dei cetacei, Bandiera blu», spiega il primo cittadino, che ha presentato una mozione contenente il “no” della maggioranza, nella quale sono state inseriti alcuni emendamenti proposti dai gruppi di opposizione Passione in Comune e M5S. A loro volta i capigruppo di minoranza, Marino Baccino e Stefania Scarone, rivendicano il merito di aver spinto la giunta verso la posizione contraria al progetto: «In questo caso era necessario che la maggioranza mettesse da parte l’appartenenza politica. Questo progetto è stato gestito male dal commissario e non si è tenuto conto delle ripercussioni sull’intero comprensorio. L’immagine negativa non è limitata solo alla rada di Vado, ma tutta la Provincia rischia di essere bollata come “quella in cui c’è il rigassificatore”, con grave danno per tutte le attività della nostra industria». —
G. V.

