VADO. C’È IL SÌ DELL’AUTORITÀ PORTUALE. SONO DESTINATI AL PORTO DI GENOVA

Anche il Comitato portuale ha dato il via libera all’allestimento a Vado dell’impianto per la costruzione dei cassoni destinati alla nuova diga foranea del porto di Genova. L’altra sera il board ha deliberato il rilascio formale della concessione al consorzio “PerGenova Breakwater”, che dovrà installare sulla testata della piattaforma Vado Gateway le attrezzature per la realizzazione dei cassoni di calcestruzzo. Il consorzio è formato da Webuild (40% delle quote), Fincantieri Infrastructure (25%), Fincosit (25%, la stessa che ha già costruito i cassoni per la piattaforma e per la diga di Vado), Sidra (10%). Si tratta di un provvedimento temporaneo: alla testata della piattaforma verranno costruiti i primi cinque cassoni, che dovranno poi servire come barriera di protezione dalle mareggiate del cantiere vero e proprio per la diga di Genova. Nel frattempo, nei pressi del porto della Lanterna, sono state già posate sul fondale oltre 600mila tonnellate di materiale di supporto alla futura struttura. Nell’area “Campo prova 1” sono state sistemate le 862 colonne di ghiaia e sono in fase di avvio le attività di installazione della strumentazione di monitoraggio geotecnico. A Vado, invece, saranno costruiti i primi cinque cassoni che costituiranno la protezione dal moto ondoso dell’area di cantiere in cui poi saranno allestiti in serie i cassoni veri e propri destinati al maxiprogetto. Per la nuova diga foranea dello scalo genovese, che sarà lunga 6,2 chilometri, saranno poi costruiti in serie i “cubi” di calcestruzzo armato che ne costituiranno il basamento. La conferenza dei servizi, che doveva valutare il progetto e le autorizzazioni per avviare l’operazione nello scalo vadese, aveva già espresso il parere positivo. Nel frattempo anche nel porto di Vado è in corso la costruzione della nuova diga, opera molto più piccola rispetto a quella genovese. Infatti l’intervento ha richiesto la realizzazione di soli quattro cassoni nuovi, già portati all’esterno e affondati nella posizione finale. A questi si aggiungeranno altri 11 cassoni, recuperati da una parte della diga attuale, che verrà via via demolita. Il progetto da 78 milioni di euro prevede che la struttura venga “deviata” verso il mare aperto e allungata di 240 metri, su fondali con una profondità più elevata, fra i 35 e i 49 metri, in modo da migliorare la protezione delle banchine e della costa, ma anche per aumentare gli spazi di manovra delle navi. —
g.v.
