L’anno scorso Crosetto andò in aula, ora Il governo prepara un decreto per il 2024

Giacomo salvini

Il governo italiano si sta preparando a prorogare di un altro anno l’autorizzazione per inviare armi all’Ucraina, almeno per tutto il 2024. Questa è la cornice legislativa che permette all’esecutivo di inviare mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev in deroga alle norme che limitano l’export di armi a un Paese estero.
Lo farà passando dal Parlamento entro la fine dell’anno, anche se non è ancora chiaro se con un decreto legge o con un emendamento a un provvedimento in conversione. “Sì, faremo richiesta – conferma il ministro della Difesa Guido Crosetto al Fatto in Transatlantico – ovviamente non è una scelta che dipende da me”, dice facendo capire che l’Italia si muoverà in linea al contesto internazionale. Ieri la premier Giorgia Meloni ha partecipato in videoconferenza alla riunione conclusiva del G7 in Giappone e ha confermato “il continuo e convinto sostegno del governo italiano in ogni ambito alle autorità ucraine”. La scelta di prorogare gli aiuti a Kiev non è scontata politicamente. Meloni negli ultimi mesi ha parlato più volte di “stanchezza” della guerra: il governo, infatti, alla vigilia delle elezioni europee di maggio, teme l’opinione pubblica che è in maggioranza contraria all’invio di nuovi aiuti armati all’Ucraina. Per questo prorogherà di un altro anno ma senza pubblicizzarlo troppo e nel frattempo, entro fine dicembre, dovrebbe firmare anche l’ottavo pacchetto di aiuti.
Quella in arrivo sarebbe la seconda proroga. Il primo disegno di legge per autorizzare l’invio di armi all’Ucraina era stato approvato il 25 febbraio del 2022 ed è stato prorogato di un anno con il decreto del 2 dicembre 2022. In quei giorni – il governo si era insediato da poco più di un mese – ci fu molta tensione tra maggioranza e opposizione perché l’esecutivo aveva provato a infilare la proroga dell’invio di aiuti sotto forma di emendamento parlamentare a un decreto sulla Sanità calabrese. Dopo le proteste del centrosinistra, il governo fu costretto a fare retromarcia: ritirato l’emendamento e approvato un nuovo decreto in Consiglio dei ministri. Non solo: la proroga passò dal Parlamento anche con comunicazioni del ministro Crosetto del 13 dicembre 2022 e relative risoluzioni.
Così non dovrebbe succedere anche quest’anno visti i tempi tecnici troppo stretti e le aule parlamentari già piene. La proroga, secondo un esponente del governo, dovrebbe essere approvata con un “decretino” in Consiglio dei ministri (l’ipotesi è il Milleproroghe di fine anno) oppure con un emendamento parlamentare a un provvedimento in fase di conversione. Il Senato nei prossimi giorni sarà impegnato nella legge di Bilancio, la Camera su diversi provvedimenti e le comunicazioni di Meloni sul Consiglio Ue, prima di approvare la manovra entro fine anno. In questo modo l’esecutivo eviterà che il prolungamento dei tempi per inviare armi all’Ucraina sia troppo pubblicizzato all’esterno e diventi argomento di dibattito politico in Parlamento.
La proroga serve per autorizzare l’invio di mezzi in deroga alla legge 185 del 1990 che stabilisce paletti precisi e un iter burocratico piuttosto lungo per inviare armi all’estero. Il provvedimento permetterà al governo di inviare armi con decreti interministeriali secretati e presentati al Copasir. La cornice permetterà di autorizzare l’invio per tutto il 2024: se così sarà, dipenderà dagli sviluppi della guerra.