LA SEDUTA DEL CONSIGLIO REGIONALE ANDATA AVANTI A OLTRANZA HA DATO IL DISCO VERDE AL DOCUMENTO STRATEGICO

Mario De Fazio
È servita la venticinquesima ora di discussione – senza bisogno di chiamare alla regia Spike Lee – affinché il Consiglio regionale ligure approvasse il Piano sociosanitario voluto dalla giunta Toti. Un muro contro muro tra maggioranza e opposizione andato avanti per tutta la notte, e concluso soltanto nella tarda mattinata di ieri con uno strascico di polemiche e accuse reciproche.
Una maratona – con nel mezzo un’oretta di sospensione martedì dopo l’occupazione dell’aula e una mini-pausa per la colazione ieri – che ha messo a dura prova i consiglieri, che al mattino portavano segni evidenti della notte in bianco: cravatte allentate, mini-cataste di bicchieri da cui sono passati litri di caffè, occhiaie scavate più in profondità delle gallerie del Terzo Valico, pizze e panini ordinati per la cena. In notturna è arrivato l’ennesimo colpo di scena: mentre l’opposizione andava avanti nel lavoro ai fianchi discutendo centinaia di proposte alternative – alla fine gli atti presentati dai gruppi di minoranza saranno oltre 250, tra emendamenti e ordini del giorni, tutti bocciati con l’unica eccezione di una misura a sostegno degli oss presentata da Azione – la maggioranza ha tirato fuori un escamotage per blindare il documento strategico con cui si delineano le linee guida della sanità per il prossimo triennio. Un emendamento “canguro” – chiamato così perché fa “saltare” la discussione degli altri – presentato dalla maggioranza attraverso il consigliere leghista Brunello Brunetto: 146 pagine per recepire alcune modifiche suggerite dal Ministero della Salute e limare altri aspetti minimi del Piano, pensate per bloccare l’ostruzionismo dell’opposizione. Dopo grida e proteste, la minoranza però è andata avanti a oltranza, insistendo con gli ordini del giorno.
Un maxi-emendamento che «rappresenta un atto di arroganza senza precedenti della giunta Toti, un insulto alle istituzioni democratiche» ha attaccato il consigliere Pd, Roberto Arboscello. A difendere la scelta della maggioranza è il presidente della Regione, Giovanni Toti: «È stato un atto non solo legittimo, ma anche utile a garantire la governabilità di fronte a un atteggiamento strumentale e totalmente privo di logica per migliorare il provvedimento da parte delle opposizioni, l’intero impianto della discussione è stato votato da parte loro all’ostruzionismo» ha spiegato Toti.
Alle 12.27, dopo la chiusura della discussione sugli ordini del giorno e le dichiarazioni di voto, il Piano è stato approvato con 19 voti favorevoli (il centrodestra) e 12 contrari (centrosinistra e M5s). Ma le polemiche non si sono spente. Dal fronte progressista – con Linea Condivisa e M5s pronti a fare ricorso al Tar nei prossimi giorni – è continuato il fuoco di fila: «La maggioranza ha pensato alla sua compattezza e non alle persone, approvando un Piano lontano anni luce dalle esigenze dei cittadini: è una vittoria di Pirro ma il tema vero è che la sanità in Liguria sta implodendo», la sintesi degli interventi dei capigruppo Luca Garibaldi (Pd), Fabio Tosi (M5s), Gianni Pastorino (Linea Condivisa), Ferruccio Sansa (Lista Sansa) e Pippo Rossetti (Azione). Dal centrodestra, invece, si ribatte che «non abbiamo blindato il piano per arroganza, ma per difesa, perché dovevamo portarlo a casa senza farlo stravolgere da chi aveva solo la necessità di far passare la notte e arrivare a mezzogiorno per una conferenza stampa: con 15-20 proposte e non oltre 250 avremmo potuto migliorarlo insieme», spiegano Angelo Vaccarezza (Lista Toti), Stefano Balleari (Fratelli d’Italia), Stefano Mai (Lega) e Claudio Muzio (Forza Italia).
La polemica, però, va avanti. Toti, dopo aver spiegato in aula di essere «certo che tra i provvedimenti che ha presentato la minoranza, ci fossero cose che avevano senso, ma per l’atteggiamento provocatorio non è stato possibile aprire un confronto», sui suoi social bacchetta le opposizioni in stile Mourinho. «Dopo 24 ore di vergognoso ostruzionismo infarcito di menzogne, populismo e proposte assurde, il Piano è stato approvato: la sinistra in Liguria restaa zero tituli». «Bocciare a priori tutte le nostre proposte per una ripicca infantile, stizzosa e rabbiosa non depone bene per il centrodestra» ribatte Paolo Ugolini (M5s). —