IERI L’INCONTRO IN REGIONE. DAVIDE VIRZÌ: «PROGETTO INCOMPATIBILE CON I CETACEI» SAVONA

valeria pretari
Nuovo incontro tecnico, ieri pomeriggio nella sede di Regione Liguria, tra la struttura commissariale – compresi i referenti di Snam e Rina – e l’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi per fare il punto sul progetto di posizionamento della nave rigassificatrice Golar Tundra al largo della costa di Vado Ligure. Durante la riunione Snam ha presentato la modifica del tracciato della condotta sottomarina, che è stata traslata di circa 800 metri nella parte centrale del suo sviluppo lasciando fissi il punto di ormeggio e, di fatto l’approdo. La modifica è stata proposta per risolvere i vincoli imposti dalle Autorità Marittime ed è stata spostata verso est a monte dell’area boe Sarpom, mentre il punto di arrivo sulla costa non è sostanzialmente cambiato. «A fine aprile del 2026 – ha spiegato l’ingegner Lanza della Snam – avremo completato tutte le installazioni offshore ma non ci sarà ancora la nave, solo un galleggiante giallo a tre chilometri in linea d’aria. La nave arriverà a novembre del 2026 e inizierà solo allora il suo lavoro. Le attività di costruzione a mare avverranno dunque in periodi molto limitati e durante questi periodi con un team scientifico eseguiremo monitoraggi zoologici e di torbidità per poter tranquillizzare tutti. I primi lavori per il microtunnel, se autorizzati, partiranno a fine 2024 con la fresa che dovrebbe uscire tra marzo ed aprile 2025». Durante l’incontro la biologa Anna Maria De Biasi, consulente di Snam, ha riportato l’esperienza del rigassificatore di Livorno illustrando i dati sul monitoraggio relati alle analisi chimiche su frequenza stagionale fino a brevi distanze (circa 2 km) dal terminale, acquisti nell’arco di 9 anni. I dati secondo la ricerca non mostrano criticità rilevanti relativi alla dispersione di inquinanti. «Dobbiamo avere la certezza scientifica che non ci saranno impatti e invece questa certezza ancora non c’è – ha detto il direttore dell’Area Marina di Bergeggi, Davide Virzì –. I dati del passaggio dei cetacei sono pubblici. Se c’è un posto dove non si può mettere un impianto industriale è proprio l’area marina protetta di Bergeggi. Questo è un impianto poco compatibile con i cetacei»