FONDATORE E PRESIDENTE DEL M5S AL LORO PRIMO INCONTRO DOPO LE BATTUTE DEL COMICO DURANTE LA TRASMISSIONE DI FAZIO

Federico Capurso
Roma
«Conte è espressivo più qui che dal vivo!». Non c’è niente da fare, Beppe Grillo non resiste alla tentazione di una battuta per commentare il suo incontro con l’immagine virtuale di Giuseppe Conte, presentata in uno degli stand del Talent garden di Roma, dove il Movimento 5 stelle ha organizzato un evento sull’intelligenza artificiale. Il comico e fondatore M5S indossa un visore per la realtà aumentata attraverso il quale può parlare con l’avatar di Conte. Lo sferza, ma si corregge in corsa: «Va bene così, Conte va bene dal vivo, da avatar e in tutte le sue progressioni di immagine». Poi coglie l’occasione per fargli una proposta: «Portiamo avanti due o tre idee tue, mie, del Movimento. Per esempio, creare uno scambio tra piccole e medie imprese di tutti i Paesi potrebbe favorire lo sviluppo economico nell’Unione europea».
All’incontro virtuale segue quello in carne ed ossa, i due si abbracciano a favore di telecamere, e quando Grillo torna silenzioso, evitando di rispondere alle domande dei cronisti, nel Movimento tirano un sospiro di sollievo. «Se parla va bene, ma se non parla forse è persino meglio», confessa con un mezzo sorriso un big grillino presente in sala. È la fotografia di una sintonia ormai sbiadita. Quella che anni fa legava indissolubilmente il Movimento a Grillo. Un tempo che sembra lontano anni luce, in cui le sue parole erano l’unica lente attraverso cui leggere la direzione politica del partito grillino. Ora invece c’è Conte a dettare la linea e diventa un problema se Grillo gli dedica una battuta pungente, come quella che gli aveva riservato domenica scorsa nel suo intervento a “Che tempo che fa”, quando lo aveva descritto come «un bell’uomo», quasi stesse descrivendo un attore più che un leader politico.
In fondo, anche Conte sembra non aver gradito granché quella uscita. E questo nuovo protagonismo pubblico del comico, prima in tv e poi a un evento politico, agita gli animi della nuova nomenklatura grillina. Conte, con un sorriso, colpisce dove fa più male. Se Grillo si considera un maestro della comunicazione, allora il leader del Movimento si propone di dargli «un suggerimento comunicativo». Già questo basterebbe, al comico, per sentirsi offeso. E questo è il consiglio: «Quando Grillo va in tv a parlare al grande pubblico, prima gli converrebbe dire che sta abbracciando il gusto del paradosso e dell’ironia, perché molti commentatori non lo hanno capito». Un suggerimento con cui si vuole quindi correggere il comico. Quasi ammonirlo per evitare problemi futuri al Movimento, come se il padre del Movimento potesse danneggiare la sua stessa creatura.
La distanza tra i due si consuma anche in sala. Conte è seduto in prima fila e al suo fianco c’è l’ex deputato torinese Luca Carabetta, coordinatore del comitato per la transizione digitale del M5S. Grillo invece è seduto più in là e alla sua sinistra ha Virginia Raggi, alla sua destra Roberto Fico: due simboli di un’altra stagione politica. Quasi un rifugio della memoria nella nuova stagione contiana.