BUFERA GIUDIZIARIA A PALAZZO NERVI PER LE ASSUNZIONI SOSPETTE

silvia campese
savona
È durato più di tre ore l’interrogatorio di Maurizio Novaro, dirigente dell’ufficio legale della Provincia di Savona (attualmente sospeso), davanti ai pubblici ministeri Maddalena Sala e Claudio Martini. Se due settimane fa Novaro, davanti al giudice delle indagini preliminari, Alessia Ceccardi, si era avvalso della facoltà di non rispondere, ieri, il dirigente di Palazzo Nervi ha risposto nel dettaglio alle varie contestazioni che gli sono state avanzate. Iscritto nel registro degli indagati nell’ambito delle indagini per le assunzioni sospette, Novaro non sarebbe coinvolto, invece, nel filone d’indagine per maltrattamenti verso i dipendenti: secondo quanto emerso, non avrebbe mai preso parte a tali comportamenti, assistendo in maniera passiva solo ad alcuni episodi.
I suoi legali, Massimo Boggio e Marco Fazio, si sono limitati a dire, al termine dell’interrogatorio, che Novaro ha contestato tutti i fatti a lui addebitati. Due le misure interdittive a cui è stato sottoposto: la prima, l’obbligo di dimora nel suo Comune di residenza, Diano Marina, è già stata revocata. I legali, ora, avanzeranno la richiesta di revoca dell’interdizione, per dodici mesi, dal luogo di lavoro. «Avanzeremo la richiesta di sospensione dell’interdittiva dal luogo di lavoro – hanno precisato i legali-. Auspichiamo che, in tempi ragionevoli, possa rientrare nel posto di lavoro dove avrebbe già dovuto essere trasferito, ossia l’ufficio Affari generale di Palazzo Nervi».
L’istanza verrà presentata nelle prossime settimane, quando saranno completati gli interrogatori degli altri indagati. Nei prossimi giorni sarà sentita Giulia Colangelo, direttore generale della Provincia, sospesa dal ruolo per un anno dal Ministero dell’Interno. Difesa dall’avvocato Cristiano Michela, anche lei, in occasione dell’interrogatorio davanti al gip, aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. «L’ampia mole di materiale da consultare, rispetto alle contestazioni, ci era stato consegnato il giorno prima», aveva dichiarato l’avvocato Michela. Ribadendo la volontà, appena possibile, di fare chiarezza e di rispondere a ogni domanda da parte dei pubblici ministeri.
Un’indagine complessa, quella che è stata svolta dalla Squadra mobile di Savona, che ha portato, per ora, all’iscrizione nel registro degli indagati, di sette persone, tra cui cinque dipendenti della Provincia (oltre a Novaro e Colangelo, ci sono anche Jessica Rebagliati, Laura Pomidoro. Due i politici: si tratta del sindaco di Albisola superiore, Maurizio Garbarini, e dell’assessore e consigliera provinciale, Sara Brizzo. —