LA VOCE DEL SINDACATO INFERMIERI

«Mentre i politici discutono se privatizzare o meno l’ospedale di Albenga, i reparti vengono chiusi, i servizi ridotti, il personale infermieristico e non solo è insufficiente ed il nosocomio rischia di scomparire». Sulla diatriba relativa all’ospedale ingauno interviene a gamba tesa il Nursind provinciale, il sindacato degli infermieri.
«Forse nessuno si è accorto che da inizio settembre al Day Hospital di Medicina hanno ridotto i giorni di apertura con ovvi disagio per i pazienti, il reparto Medicina 2 è chiuso fino a data da destinarsi, l’Ambulatorio oculistico opera con 2 medici in meno, quello di otorinolaringoiatrico è a rischio per il pensionamento di 2 medici, e l’ambulatorio dei codici bianchi portato avanti dai medici di famiglia è stato chiuso questo mese. Senza dimenticare Gastroscopia attualmente chiuso ed i problemi per Cardiologia il cui ambulatorio opera a ranghi ridotti – tuona Davide Canetti, segretario provinciale Nursind – Se aggiungiamo la chiusura del reparto di ostetricia ginecologia, che è praticamente sparito subito dopo l’inaugurazione dell’ospedale di Albenga, così come Chirurgia generale e ortopedia cosa resta ora del plesso sanitario albenganese? Non va poi dimenticato il personale sanitario che lavora in condizioni inaccettabili, con turni logoranti ed in numero insufficiente».
Viene da pensare che la gestione privata possa essere auspicabile visto quanto sta avvenendo. «Questo è quanto si vorrebbe fare credere. Tuttavia non è così – sottolinea Davide Canetti – In Piemonte abbiamo già visto il passaggio dalla gestione pubblica a quella privata ed i risultati sono tutt’altro che incoraggianti . La differenza fra pubblico e privato è semplice: nell’ultimo caso parliamo di aziende il cui scopo è ovviamente il guadagno, mentre per il servizio sanitario nazionale lo scopo è il benessere del paziente, ma non riducendo i servizi». —
s.f.