L’UNIONE INDUSTRIALI E L’ASSOCIAZIONE TERMINALISTI DEL PORTO VISITANO IL CANTIERE AD ALBISOLA
Oltre dieci anni di cantiere e ancora non se ne vede la fine. Con il ritardo di un’infrastruttura strategica, come l’Aurelia Bis, a pesare sono le ripercussioni che investono il tessuto industriale e la catena della logistica. Ieri mattina il presidente dell’Unione Industriali, Angelo Berlangieri, e il presidente dell’Associazione Terminalisti del porto di Savona, Giorgio Blanco, hanno effettuato un sopralluogo davanti ai cancelli del cantiere di Albisola. Secondo i progetti, in località Grana dovrebbe essere incanalato il traffico fra autostrade e porto, con l’Aurelia Bis per bypassare i centri abitati delle due Albisole, un casello della A10 che a sua volta porta i mezzi pesanti direttamente alla nuova arteria. Invece c’è solo una recinzione arancione, appena rinnovata, e alcune squadre di operai che si muovono nel cantiere. «Stanno proseguendo le attività per procedere con il completamento dell’opera», spiegano da Anas e dalla struttura commissariale che da circa un anno gestisce il progetto.
Eppure industriali e operatori della logistica non hanno l’aria di esserne così convinti: «Il cantiere è iniziato, ma i ritmi di lavoro non sembrano andare come speravamo – tuona Berlangieri -. Ci saranno sicuramente delle ragioni, solo che noi stessi non riusciamo ad avere risposte. Quindi veniamo qui per mantenere alta l’attenzione. Non voglio mettere in discussione la buona fede di nessuno, però quel che vediamo non ci soddisfa. In questa provincia ci sono due cantieri importanti per le infrastrutture: il rifacimento dell’autostrada A6 e il completamento dell’Aurelia Bis. Il primo sta procedendo, il secondo appare un po’ “pigro”».
Sul tabellone del cantiere campeggia la data di fine lavori: 16 febbraio 2026. «Speriamo che sia rispettata – aggiunge Berlangieri -. Abbiamo chiesto alla struttura commissariale di aggiornarci sui tempi di esecuzione dell’opera: non ci hanno neanche risposto. Non è una curiosità, è essenziale per programmare le attività del sistema produttivo. Siamo un organo di rappresentanza intermedia, dobbiamo avere questi dati e verificare l’andamento delle attività. Ora chiediamo che la Regione si adoperi per darci informazioni». A Savona c’è uno scalo portuale in continua evoluzione e crescita, ma, senza collegamenti veloci via terra, l’intero mondo dell’imprenditoria savonese perde competitività. Non solo la mancanza dell’Aurelia Bis e le code perenni sulla litoranea, ma anche la situazione delle autostrade: sono tutti elementi che penalizzano le aziende savonesi. Basti pensare che per trasportare le auto nuove tra il porto di Savona e il polo di interscambio di Arena Po, in provincia di Pavia, dove l’enorme parco della Bertani Spa è affiancato dal terminal ferroviario, le bisarche fino a pochi anni fa riuscivano a fare quattro viaggi al giorno. Oggi ne fanno uno o due, poi si devono fermare perché gli autisti hanno esaurito i tempi di guida restando fermi in coda.
«Durante la pandemia la logistica non si è fermata e ha garantito i rifornimenti al Paese – sottolinea Blanco -. Addirittura le merci viaggiavano benissimo perché il traffico era azzerato dal lockdown. Oggi per fortuna l’emergenza del Covid si è attenuata, però la situazione delle infrastrutture è un pesante ostacolo. Le merci non possono avere questi “colli di bottiglia”, altrimenti le aziende savonesi perdono competitività».—
G. V.

