LA COMUNITÀ SAVONESE MOBILITATA: RITARDI NELLA COMUNICAZIONE E NESSUN CONFRONTO IL SEGRETARIO PROVINCIALE DELLA CGIL EVIDENZIA I CONFLITTI CON IL MODELLO DI SVILUPPO SAVONESE
le reazioni
È un progetto scellerato che crea conflitti con il modello di sviluppo savonese, lo sviluppo portuale, la logistica, l’ambiente, il turismo e l’industria». Andrea Pasa, segretario provinciale della Cgil, boccia su tutta la linea il piano che prevede l’installazione di un rigassificatore nella rada tra Savona e Vado. L’impianto è quello che oggi è ormeggiato nel porto di Piombino. La soluzione di portarlo in Liguria, e precisamente nel Savonese, allarma però i sindacati, in quanto, a fronte degli investimenti da parte di Snam Fsru e del Governo, si teme che le ripercussioni negative siano più impattanti. «Nel Savonese è in corso un processo che stiamo portando avanti da anni con le organizzazioni di categoria per far ripartire industria ed economia – spiega Pasa -. Piuttosto sarebbe opportuno investire risorse su politiche industriali serie e necessarie. Abbiamo crisi da risolvere, c’è da concretizzare il ripristino delle Funivie, le ambientalizzazioni di Italiana Coke, solo per citare due esempi. Inoltre ci sono ancora da risolvere le vertenze aperte, come Piaggio, Laerh, Sanac e Alstom-Bombardier. Fanno tutte parte di comparti strategici per il Paese». I sindacati hanno più volte inviato appelli ai consiglieri regionali di maggioranza, ora partono le accuse: «Vaccarezza, Brunetto, Mai e Bozzano non possono “usare” il territorio per raccogliere voti – aggiunge Pasa -, loro per primi hanno la responsabilità politica di difenderlo e quindi dovrebbero finalmente dire quale posizione hanno su questo progetto, così come hanno già fatto i consiglieri regionali di opposizione, i sindaci e i consiglieri comunali, anche quelli della loro parte politica». A Quiliano la preoccupazione riguarda la stazione di misurazione, prevista a Valleggia, ma la questione non è solo tecnica e limitata a una specifica area: «Tutto questo progetto è nato senza un confronto preventivo – tuona il sindaco Nicola Isetta -: il piano è stato depositato il 24 giugno, ma i sindaci sono stati convocati solo il 17 luglio. Si evidenziano numerose criticità, sono state interessate aree incompatibili con la pianificazione urbanistica del Comune e con le attività produttive esistenti, come la Sarpom. Chiediamo che se ne prenda atto, altrimenti rischiamo che si proceda con impostazioni progettuali che passano sopra alle programmazioni urbanistiche e finanziarie che il territorio ha fatto per i prossimi anni. Noi avevamo inviato subito una richiesta di integrazioni, ma non abbiamo ancora avuto risposta. Nel frattempo, dati i tempi molto stretti, abbiamo già depositato le prime osservazioni e siamo in attesa di avere le risposte per elaborare il parere finale». La tensione politica è debordata dall’aula del consiglio regionale. Il sindaco di Carcare Mirri: «Non ci sono compensazioni che mi possano far cambiare idea sul no ad un progetto scellerato come il rigassificatore. Solo nel caso in cui quel progetto arrivasse a compimento con un’imposizione dall’alto allora affronterò il tema compensazioni, ma solo in questo caso e al fine di scongiurare che anche quelle possano rimanere promesse fatte al vento». —
g.v.

