LA COORDINATRICE DEL M5S STEFANIA SCARONE: “SITUAZIONE INACCETTABILE”
IL CASO
Riaprire subito il punto nascite di Pietra , anche per non rischiare di perdere il Dea di II livello, e potenziare i servizi sul territorio, a partire dall’apertura del ppi di Albenga per 24 ore al giorno». A lanciare l’appello all’indomani della nascita del piccolo Lorenzo in una piazzola dell’autostrada è il sindaco di Albenga (nonché medico) Riccardo Tomatis. «Mi risulta che molte gestanti preferiscano rivolgersi ad ospedali di altre Province o Regioni, o vengano consigliate in questo senso dai propri medici – afferma il sindaco ingauno -. Non so se questo dipenda dalla distanza di certe zone del ponente o della Valbormida rispetto all’unico reparto di ostetricia esistente in provincia o ad altri fattori, ma certamente un calo delle nascite a Savona renderebbe ancora più complessa la riapertura del reparto di Pietra». E la chiusura definitiva di Ostetricia potrebbe avere riflessi pesanti sul Santa Corona e sulla sanità ponentina. «La presenza di ostetricia è condizione fondamentale per avere il Dea di II livello, quindi non riaprirla a Pietra rischierebbe di portare alla perdita del Dea e ad un depotenziamento del Santa Corona, che è un presidio fondamentale per la sanità di un vasto comprensorio, quindi bisogna immediatamente invertire il senso di marcia, riaprire l’ostetricia di Pietra, prolungare l’orario del punto di primo intervento di Albenga e ripotenziare il Santa Maria di Misericordia», sostiene Tomatis che pare piuttosto perplesso anche da alcune scelte recenti, per quanto di tipo “emergenziale”. «Mi risulta che gli spazi dell’ostetricia del Santa Corona siano attualmente utilizzati per l’ortopedia, dopo l’incendio di qualche tempo fa, nonostante gli ampi spazi disponibili qui ad Albenga», conclude Tomatis. Intanto la vicenda del piccolo Lorenzo e della mamma Sara Griseri, a sua volta medico oltre che consigliera comunale ad Alassio, continuerà a far discutere a lungo il mondo della politica. «Come donna e mamma sono inorridita di fronte a notizie di nascite avvenute per strada perché per alcune donne il Punto nascite più vicino… è troppo lontano. È inaccettabile che nella nostra provincia ci sia un solo Punto e che questo sia solamente a Savona, nonostante tutti i proclami per la riapertura di Santa Corona – afferma la coordinatrice del M5S per la provincia di Savona Stefania Scarone – È ora di passare dalle parole ai fatti: il diritto alla salute è un principio costituzionale irrinunciabile e non è ammissibile che nel 2023 una donna debba partorire in ambulanza con tutti i rischi del caso e non in sicurezza in un ospedale attrezzato per assistere una mamma a dare alla luce il proprio piccolo. Lo diciamo da tempo: sono necessarie risposte concrete alle tante richieste di servizi sanitari che arrivano non solo dal Ponente ligure, ma da tutta la regione. E la risposta non può essere quella data dal privato. La sanità deve rimanere pubblica e deve assicurare a tutti i cittadini un adeguato livello di prestazioni». —
L.REB.

