CARCARE. OLTRE CENTO PERSONE HANNO PRESO PARTE ALL’ASSEMBLEA

mauro camoirano
carcare
Clima teso e sala gremita all’assemblea pubblica sul rigassificatore organizzata dall’amministrazione comunale di Carcare. La contrarietà al progetto è stata già evidente nell’incontro ristretto antecedente, dedicato ai proprietari dei terreni che verranno sacrificati per far passare le tubature Snam. «Ci opponiamo, non accettiamo gli espropri», hanno detto. Il sindaco Mirri comunque ha sedato gli animi per consentire le relazioni degli esperti. «E’ stato promosso l’incontro perchè è fondamentale, su un simile impianto, sentire il parere dei cittadini anche in previsione dell’incontro di giovedì, a Genova, per aggiungere le domande emerse questa sera ai quesiti che già salgono spontanei. Ovvero perché da Piombino a Vado? E come mai, a quanto pare, una diversa distanza della Golar Tundra dalla costa rispetto ad altri impianti simili, ad esempio il terminale “FSRU Toscana” davanti a Livorno?».
Prima dell’intervento dei relatori, un video, tecnico ma molto semplice, ha spiegato come funziona un rigassificatore per riportare il gas liquido di nuovo in gassoso. E come le due nuove navi, comprate dalla Snam, potranno colmare un grosso gap riguardo il gas esportato, soprattutto dalla Russia. Rimarcando che incidenti non si sono mai avuti anche per procedure di sicurezza altissime. E’ toccato quindi ai due relatori: il consulente industriale Giulio Save e il biologo marino Paolo Bernat. Quest’ultimo ha spiegato come l’impianto andrà a prelevare 18 mila mc di acqua di mare all’ora per il processo industriale di riscaldamento gas liquefatto: l’acqua verrà desalinizzata e clorata per poi essere rigettata in mare. Tale acqua clorata, essendo più fredda, penetrerà negli strati più profondi, e per capire con quale impatto su coralli e biodiversità servirebbero studi più approfonditi».
Nel corso dell’incontro è anche emerso che oltre a una distanza diversa, sarebbe diversa dall’impianto toscano anche la fascia di sicurezza rispetto al traffico marittimo. Dura la posizione della Cgil, con il segretario provinciale, Andrea Pasa: «Sbagliato il metodo, senza alcuna condivisione preventiva, ma solo dopo la decisione calata dall’alto dalla Regione. Poi il progetto confligge con le attività portuali, industriali, logistiche e turistiche, oltre che per il fattore ambientale. E senza portare alcun beneficio al territorio, senza essere parte di quel modello di sviluppo basato su industria di qualità, turismo».
Perentorio l’intervento di Nadia Bertetto, dell’associazione “Progetto Vita e Ambiente: «Biodigestore a Ferrania, rigassificatore davanti a Vado, e poi ci sarà il termovalorizzatore a Cairo. Ma se sono impianti così tecnologici, sicuri, perché il presidente della Provincia e quello della Regione non se li installano davanti a casa loro?». —