IL DOCUMENTO DELL’ASL È ANCORA IN FASE DI VALUTAZIONE AL MINISTERO
LUISA BARBERIS
SAVONA
«Tante promesse e nessuna scelta concreta. Il piano socio sanitario regionale della Liguria non contiene nulla che sia in grado di portare un reale miglioramento dei servizi».
Si rialzano i toni sul futuro della sanità savonese e il segretario della Cgil Andrea Pasa torna a chiedere un “faccia a faccia” con gli amministratori regionali per rispondere alle esigenze degli abitanti. Il dibattito si riaccende mentre il piano è tutt’ora in fase di valutazione da parte del ministero della Salute, ma, in attesa di risposte, il sindacato di Savona chiede almeno un dialogo.
«Sono mesi che le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil di Savona attendono una convocazione per un incontro con la Regione. Nella manifestazione dello scorso 18 luglio, i cittadini hanno chiesto una sanità diversa e più rispondente ai problemi che quotidianamente incontrano», osserva Pasa, che ora rilancia, annunciando la partecipazione di una delegazione savonese alla mobilitazione della Cgil il prossimo 7 ottobre a Roma. Per il sindacato i temi irrisolti sono moltissimi.
«Dov’è finito l’impegno per la riapertura h24 dei Punti di primo intervento di Cairo e Albenga? – rimarca Pasa – Dove quello per la riapertura del Punto nascite di Pietra? E i buoni propositi di potenziare la sanità territoriale e ospedaliera, sbandierati dai consiglieri regionali eletti in provincia? È necessario iniziare a risolvere i problemi: si chiamano liste di attesa, pronto soccorso, sanità territoriale, integrazione socio-sanitaria, ruolo del privato, potenziamento delle dotazioni organiche, per superare le critiche situazioni di lavoro in cui si dibattono da anni gli operatori. Invece il piano non è risolutivo. Dopo il Covid la nuova programmazione avrebbe dovuto affrontare i nodi strutturali che la pandemia ha messo in luce, non limitarsi a enunciazioni di principio. Sul potenziamento della sanità territoriale, cruciale per il futuro, è carente perché non chiarisce i criteri e le modalità di sviluppo delle case e degli ospedali di comunità ed è inadeguata l’attenzione che la giunta riserva all’integrazione socio sanitaria. Anche sul versante delle reti ospedaliere il piano è lacunoso, non affronta alcuna valutazione delle necessità di riequilibrio territoriale».
Insomma una presa di posizione che di fatto riapre le ostilità in vista della campagna autunnale, con una serie di confronti che si annunciano tesi proprio per la difficoltà di far quadrare i conti con la qualità dei servizi. —

