silvia campese
savona
«Difendiamo il nostro mare». È questo lo slogan della manifestazione di oggi, alle 15, quando lungo il litorale tra Savona e il confine con Bergeggi si estenderà la catena umana per dire “no” al rigassificatore. E nelle chat degli organizzatori spunta il decalogo con le regole per aderire alla giornata, al fine di garantire una manifestazione partecipata, ma ordinata, dove non ci siano il rischio di disordini o eccessi.
La voglia del territorio di far sentire la propria voce è compatta e l’invito è chiaro, come si legge sui manifesti: “teniamoci per mano in questa lotta contro il rigassificatore”. L’appuntamento è per le 15: tutti i cittadini, che vogliano aderire, dovranno scendere in spiaggia, raggiungendo il bagnasciuga. Dovrà essere volta la schiena al mare e tre suoni indicheranno l’inizio e la fine della catena che si articolerà tra le 15 e le 15,21. Il tratto coinvolto va dai Bagni Wanda, vicino a piazza Eroe dei due mondi, per proseguire sino al ponte Ruffino, alla Foce del Letimbro. Poi dai Bagnarci passando per i Barbadoro e proseguendo nel tratto di corso Vittorio Veneto.
Si procederà nella parte di litorale libero, dove gli organizzatori saranno presenti per coordinare i partecipanti. Si procederà nel tratto di via Nizza, sino agli ex Solimano: da lì si andrà sino al Lido dei Pini, al MareHotel, per raggiungere Zinola. Da qui, la catena proseguirà, evitando gli impedimenti fisici dei moli, sino al Vado, ai Bagni Daubaci, poco prima del torrente Segno. Impossibile proseguire oltre per la presenza del porto e della piattaforma Maersk.
Nel decalogo della catena umana è precisato che si tratta di «una manifestazione pacifica e apartitica, con l’obiettivo di preservare la bellezza naturale del nostro territorio e del nostro mare». Lo slogan, che verrà ripetuto da Savona sino a Vado, sarà lo stesso: “difendiamo il nostro mare”. Gli organizzatori, nel decalogo, precisano che «non saranno accettati e ammessi comportamenti violenti né frasi ingiuriose. Dovrà essere osservato il massimo rispetto per i bagnanti non interessati».Vietati, poi, bandiere e canti inneggianti a partiti politici. No a frasi ingiuriose su striscioni o magliette. Indicate anche alcune regole di sicurezza: «La catena non dovrà occupare spazi pubblici, strade, piazze creando impedimenti al passaggio di persone o mezzi. Rispettiamo, infine, il nostro mare: dove ci siamo posizionati, lasciamo pulito. Siamo da esempio».
L’esito dell’evento è importante: se l’adesione, oggi, sarà massiccia, il messaggio inviato alla Regione contro il rigassificatore acquisterà maggior incisività. In caso contrario, sarà segno di debolezza.
Gli organizzatori sono convinti che il territorio sia compatto: oltre ai cittadini, hanno aderito numerosi bagni marini, il MareHotel, ristoratori affacciati sul mare. Ci saranno anche sindaci dell’entroterra, dove l’impianto prosegue con la parte infrastrutturale, e tante associazioni di categoria: agricoltori, artigiani e Cgil. Circa sei i chilometro da coprire, con la presenza di almeno tremila persone, per mano. Un obiettivo ambizioso: oggi si comprenderà il grado di coinvolgimento dei cittadini. —

