L’EX PRESIDENTE INPS REPLICA A CHI PARLA DI INCHIESTA: “POTREI DENUNCIARE PER DIFFAMAZIONE”
LUCA MONTICELLI
ROMA
Il governo venga a riferire in Parlamento sul reddito di cittadinanza «al più presto». La richiesta arriva dalla segretaria del Partito democratico Elly Schlein che critica lo stop del sussidio comunicato dall’Inps a 169 mila famiglie tramite sms. «È incredibile non solo che abbiano deciso di fare la guerra ai poveri – sottolinea Schlein – ma anche che non abbiano preparato minimamente questi passaggi accompagnando con una corretta informazione e dando sostegno alle misure di supporto che devono essere messe in campo».
Toni duri contro il governo anche da parte di Giuseppe Conte, che già aveva definito «bullismo istituzionale» l’ipotesi di istituire una commissione di inchiesta sui mancati controlli sul reddito di cittadinanza, mettendo alla sbarra l’ex presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Il leader del Movimento 5 stelle si rivolge alla premier Giorgia Meloni: «Ci ripensi e fermi subito questo disastro sociale ed economico. Non si spacca il paese, ritiri l’sms dell’Inps e mandi un messaggio di scuse alle famiglie. All’Italia conviene combattere la povertà, non i poveri». Secondo Conte è «assurdo che un governo anziché assumersi le responsabilità delle proprie scelte, di un disastro sociale annunciato, voglia trovare un capro espiatorio nella gestione dell’Inps». Intervenuto a Metropolis, Tridico ribatte alle accuse della maggioranza annunciando azioni legali: «Se c’è un’accusa di truffa nei miei confronti è molto grave. Più che una commissione di inchiesta – continua – dovremmo vederci in tribunale, io potrei denunciare per diffamazione queste persone che pensano di tutelarsi dietro il loro mandato parlamentare per accusare liberi cittadini. Io sono un professore universitario, non ho scheletri nell’armadio, ho sempre agito a sostegno del Paese».
Anche Carlo Calenda, pur favorevole a limitare il reddito di cittadinanza, censura il comportamento dell’esecutivo: «Ignorate le nostre proposte, non commento l’invio di sms per carità di patria», dice il numero uno di Azione.
Intanto, ieri è stata un’altra giornata di tensione al sud. A Napoli c’è stato un presidio contro l’abolizione del reddito di cittadinanza, gli assistenti sociali denunciano il caos, gli uffici del comune di Napoli sono presidiati dai vigili. La paura della gente di perdere l’assegno sta mettendo sotto pressione i comuni. L’Anci parla di «problemi tecnici che causano lo scarto temporale tra il momento in cui viene revocato il reddito di cittadinanza, l’effettiva verifica sugli aventi diritto e le difficoltà ad avere tutti i dati necessari per redigere gli elenchi dei nuclei familiari fragili». Sono i fragili, infatti, ad avere diritto al reddito fino alla fine dell’anno perché presi in carico dai servizi sociali. Allo stesso modo gli occupabili, che dovrebbero ricevere l’assegno da 350 euro a settembre, non solo restano scoperti ad agosto, ma denunciano di non potersi iscrivere ai corsi di formazione perché la piattaforma digitale dedicata ancora non esiste. —

