I MIGRANTI ARRIVANO DA GUINEA, EGITTO E TUNISIA E SONO SBARCATI A LAMPEDUSA
silvia campese
savona
Per ora sono in 23, lasciando due posti letto liberi.
Sono arrivati nel weekend scorso i migranti al centro di primissima accoglienza, allestito a Savona, nella palestra delle scuole elementari Astengo di via Migliardi e Vené. Ieri c’è già stato il primo avvicendamento: alcuni di loro sono transitati in modo rapidissimo da Savona, per essere destinati alle sedi dei Cas, i centri di accoglienza straordinaria, nel resto d’Italia. Altri arriveranno oggi. Entra, così, in servizio a pieno ritmo, il centro per l’accoglienza profughi, individuato dalla prefettura, nel quartiere di Santa Rita, attivo sino al 31 agosto, quando la scuola dovrà prepararsi ad accogliere gli studenti.
Per raggiungere la palestra, è sufficiente seguire una stradina laterale rispetto al cortile e all’ingresso: la porta, spalancata, lascia girare un po’ d’aria. La sala è occupata da venticinque brande, mentre sul lato opposto ci sono i tavoli per i pasti. Un’infermiera volontaria della Croce Rossa li assiste, mentre oggi ci sarà la visita del medico.
«Attualmente gli ospiti sono 23 – dice Orazio Ragonesi, commissario del Comitato provinciale di Croce Rossa, che gestisce il centro di Savona-. Venti sono della Guinea, due dell’Egitto e un ragazzo è tunisino. Sono tutti molto giovani, tra i 19 e i 20 anni. Alcuni sono ancora provati dal viaggio sul barcone, che li ha portati sino a Lampedusa. In bus sono stati portati a Pozzallo, in provincia di Ragusa, e poi sono stati destinati a Savona». Si tratta di permanenze brevi. «La permanenza massima, qui, può raggiungere i dieci giorni – dice Ragonesi- ma, in generale, il passaggio è più veloce. Hanno la possibilità di uscire alcune ore, con rientro obbligatorio per le 22. Se superano le 72 ore vengono segnalati alla questura e alla prefettura e, per loro, scatta l’espulsione».
Qualcuno, a fatica, si alza dal letto e chiede informazioni all’infermiera, Anna, e a Ragonesi, che ha lavorato per la Croce Rossa in Egitto e sa qualche parola d’arabo. «Ho fatto sorridere qualcuno di loro, nonostante siano molto debilitati, citando un detto che, in arabo, si basa su un gioco di parole modificando una vocale, e che, in Italiano, si traduce così: “Un giorno bello, un giorno da cipolla”- dice Ragonesi-. Chi arriva dalla Libia porta, sulla pelle, i segni dell’esperienza: molti di loro sono spaventati, hanno persino paura ad uscire dalla palestra».
Abdel, 23 anni, originario dell’Egitto, ha voglia di raccontare la propria storia, ma conosce solo poche parole d’inglese e di francese. «Ho tre fratelli, io sono il più piccolo. Voglio stare in Europa, in qualsiasi Stato, basta avere un lavoro», dice. Un altro ragazzo chiede informazioni all’infermiera Anna sul quartiere. Ciascuno di loro ha un kit per l’igiene personale e un cartellino con l’indirizzo della scuola, in caso si perdesse.
Ieri, nella prima mattina, l’assessore ai servizi sociali, Riccardo Viaggi, ha effettuato un sopralluogo. «La situazione è ben gestita dalla Croce Rossa – ha detto-. Non credo possano esserci problemi, perché i transiti sono estremamente rapidi, finalizzati alla destinazione definitiva dei profughi nei centro di accoglienza in Italia».
Dell’avvio del centro alle Astengo ha parlato anche il sindaco di Savona, Marco Russo, ieri, nella seduta del consiglio comunale. «Spero che nessuno strumentalizzi l’attività di accoglienza alle Astengo- ha detto-. Verrà presidiato il quartiere per assicurare la convivenza civile e la sicurezza. La città, però, auspico possa dimostrare la propria maturità». —

