LE PROPOSTE DI COMPENSAZIONE DEI SINDACATI AL COMMISSARIO TOTI

Dopo gli incontri con gli enti locali, i sindacati e le associazioni di categoria, è partito il lavoro del commissario Giovanni Toti per valutare gli interventi di compensazione. Dal territorio si è infatti levata la richiesta di opere e miglioramenti delle infrastrutture in cambio della disponibilità ad ospitare l’impianto offshore di rigassificazione che Snam ha previsto al largo della costa tra Savona e Vado. Toti, che è anche presidente della Regione e ben conosce le esigenze del territorio, rimarcate ancora giovedì dal presidente dell’Unione Industriali, Angelo Berlangieri, e dai rappresentanti sindacali, incontrerà la settimana prossima il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Inoltre l’intenzione di Toti è di sfruttare il canale diretto con il Ministero delle Infrastrutture, dove è viceministro il suo ex assessore Edoardo Rixi, per tracciare il quadro completo delle opere già eseguite per il miglioramento della portualità e per le compensazioni legate ad altri progetti già avviati. E poi dovrà essere coinvolto il Ministero dell’Economia .
«Pensiamo ad un nuovo protocollo d’intesa – spiega Toti – che possa dare una scossa ad una serie di opere che non sono ancora state portate a termine, ovviamente in accordo con i Comuni direttamente interessati, con cui abbiamo un confronto costante. Una soluzione che avrà anche una ricaduta occupazionale con opere compensative che porteranno un ritorno dal punto di vista economico ma anche sociale».
Dai sindacati e dagli industriali nei giorni scorsi è arrivato un monito: «Le compensazioni per il rigassificatore dovranno essere opere realmente utili, come la soluzione del problema delle infrastrutture stradali e ferroviarie. E non dovranno essere semplicemente dei “recuperi” di interventi già previsti in precedenza e mai realizzati». Che il rigassificatore sia necessario, strategico e di fatto ineluttabile è confermato dall’orientamento del governo, che lo ha inserito nelle opere di rilevanza strategica nazionale. Il che significa che gli enti locali poco o nulla potranno fare per evitarne la presenza. Quello su cui invece si potrà spingere è un importante intervento statale per ottenere quelle migliorie infrastrutturali che il Savonese attende da anni. Alcune, come la messa in sicurezza del territorio in generale o, solo per citare un esempio, il polo diportistico di Vado, erano già state previste e inserite nei vari accordi di programma, ma finora sono state realizzate solo in parte. —
G. V.