ASSOUTENTI FAVOREVOLE ALL’ORDINANZA DI FINALE “NORME LECITE, MOLTI VOGLIONO RIPOSARE”
il caso
«Ci stupisce che, a proposito della cosiddetta “mala movida, a fronte di alcuni provvedimenti leciti, assunti da alcuni sindaci, che ci sia qualcuno che invoca la liberalizzazione completa. E, inoltre, definisca tali provvedimenti una limitazione della libertà che, peraltro, non può essere solo interpretata a senso unico senso, essendo un diritto di tutti». Lo dichiara Gianluigi Taboga, rappresentante di “Assoutenti” e dei consumatori in “Camera di Commercio”, con riferimento ai provvedimenti che stanno assumendo alcuni sindaci. E in particolare alla recente ordinanza del sindaco di Finale, Ugo Frascherelli a seguito della sentenza della Corte di Cassazione, che ha dato ragione a una coppia di coniugi di Brescia. Questa ha vinto una causa, in primo grado, lamentando non solo i danni alla salute per i rumori di sottofondo, provenienti dalla strada, fino a tarda ora, ma economici per il deprezzamento del loro immobile non riuscendo neppure a sentire la tv o a parlare durante la cena. Sentenza che ha condannato il Comune a un risarcimento di 50 mila euro imponendo, oltre a una certa ora, alla polizia locale, lo sgombero della strada. « Le nostre località turistiche non sono solo luoghi dove divertirsi, mangiare e bere, ma anche di cura dove smaltire lo stress accumulato durante l’inverno. Senza tenere conto che, tra i residenti, ci sono anche molti anziani che hanno il diritto di riposare. I sindaci che hanno preso provvedimenti sono encomiabili».
E aggiunge: «Sarebbe però preferibile che tale fenomeno venisse regolamentato, in maniera uniforme, per non creare situazioni a macchia di leopardo che disorientano gli utenti». Taboga sottolinea: «Purtroppo l’eccessiva libertà, concessa a molti ragazzini, senza alcuna remora a creare scompiglio, è dovuta a famiglie spesso latitanti». —
S. An.

