LA CURA INDICATA DAL SINDACO MIRRI NELL’ASSEMBLEA PUBBLICA

Mauro Camoirano
Carcare
Carcare, un comune da codice rosso: a rischio stipendi e mutui. «Una situazione ben nota a chi ci ha preceduto: ci sono plichi di mail con le quali l’Ufficio ragioneria avvertiva gli amministratori della situazione, dell’esposizione che aumentava. Avvertimenti del tutto ignorati, persistendo nella perversa ottica di progetti faraonici e discutibili, vantandosi di aver conseguito vagonate di finanziamenti, ma dimenticando che per poterli incassare occorre presentare il pagamento delle fatture per dimostrare l’avanzamento dei lavori. Solo che manca liquidità per pagarle».
Il sindaco di Carcare, Rodolfo Mirri entra diretto come un bulldozer aprendo l’assemblea pubblica in una sala Soms gremita. La situazione trovata nel subentrare all’amministrazione De Vecchi, secondo Mirri è davvero preoccupante: «L’amministrazione precedente ha fatto un ricorso esagerato alle anticipazioni di tesoreria che hanno raggiunto 1,5 milioni di euro. E’ come aver raggiunto il plafond massimo della propria carta di credito: oltre non possiamo andare. Tra l’altro l’esposizione con la banca ci costa 3 mila euro al mese di interessi. Con l’Imu che si sta incassando dovremmo ridurre la cifra, arrivando a 1,1 milioni. Ma per un anno, un anno e mezzo, Carcare sarà “ingessata”, senza cantieri per mancanza di liquidità». A ciò «si aggiunge un disavanzo di amministrazione di 400 mila euro, di cui la Corte dei Conti ci chiede conto. Abbiamo chiesto di poter dilazionare il piano di rientro in tre anni, dato che ce lo siamo trovato, ma ci è stato rifiutato visto che l’amministrazione precedente ha disatteso quello già predisposto, anzi il debito è aumentato». L’assemblea si è poi incentrata a lungo sul cantiere di via Abba. Ma al di là delle specifiche perplessità, il succo è chiaro: «Stop ai cantieri perchè non abbiamo liquidità. Sono già due le imprese che non abbiamo potuto soddisfare perchè l’anticipazione di tesoreria è al massimo. E stiamo chiedendo incontri con tutte le imprese per spiegare loro la situazione».
La cura, oltre allo stop ai cantieri finchè non si recupererà una posizione finanziaria accettabile, comprenderà anche lotta all’evasione, «ma occupandoci di questo e di altri servizi in proprio, – senza affidarci agli attuali costosi appalti esterni»; e riduzione netta delle spese. Evitando anche pericolosi contenziosi: «Ad esempio per il capannone della Dimar (nuovo discount): è fondamentale evitare l’ennesima battaglia legale con il rischio di una richiesta di risarcimento danni milionaria». —