Niccolò Carratelli
inviato a campobasso
Il signor Augusto è spalmato sul vetro della veranda del bar, il telefonino puntato sull’unico tavolino sistemato all’interno, al quale sono seduti Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e il candidato presidente del Molise per il centrosinistra Roberto Gravina. «Chi se lo aspettava che l’alleanza di sinistra prendesse forma qui a Campobasso, nella nostra piccola regione», dice Augusto, vecchio cuore comunista, senza nascondere l’orgoglio. Difficile prevedere se questo aperitivo durato 35 minuti, caricato di un significato politico forse eccessivo, rappresenti davvero l’inizio della costruzione di un’alternativa alla destra. Ma la segretaria del Pd, a un certo punto della conversazione, lo dice chiaramente guardando in faccia il presidente del Movimento 5 stelle: «C’è un’aspettativa forte per un’alleanza progressista, da parte dei nostri come dei vostri – spiega – prima in piazza mi ha fermato una vostra candidata per dirmi che dobbiamo unire le forze».
La leader dem fa una breve passeggiata prima dell’appuntamento al bar, stringe mani e si concede ai selfie. Tra i tanti che le si avvicinano c’è Augusta Di Giorgi, candidata alle regionali con il Movimento: «Con Conte potete lavorare bene, è l’unica possibilità per battere la destra – le dice – nel Movimento in molti pensano che questa è l’unica strada». Quando Schlein lo racconta a Conte, intento a sorseggiare un crodino, l’ex premier non si scompone: «C’è chi vuole far credere che io non sia disponibile a collaborare, ma non è così – assicura – ho sempre detto che il dialogo con il Pd è naturale, anche se la prospettiva è lunga». Schlein annuisce: «Alle europee si vota con il proporzionale e va bene, ma dobbiamo impegnarci a costruire alleanze per le amministrative e le regionali, che dobbiamo vincere», è l’appello messo sul tavolo. Seguito da un lamentela: «I giornalisti cercano sempre di mettere in evidenza ciò che ci divide, prima mi hanno chiesto della vostra posizione sul Mes». Anche questo è vero, perché la domanda l’abbiamo fatta noi e Schlein ha preferito non rispondere. «Sul Mes la nostra posizione non è cambiata, siamo coerenti con quello che abbiamo sempre detto», precisa Conte. Il clima, comunque, è disteso, tanto che il leader 5 stelle scherza sul fatto che la segretaria dem abbia preso solo dell’acqua: «Poi raccontiamo che è vodka». Risate a beneficio di fotografi e telecamere schierati fuori dal box vetrato: tutti ammassati a osservare i leader della sinistra venuti fino a Campobasso per mostrarsi uniti, anche se la piazzetta dove è stato allestito il set è piuttosto appartata. Ma il senso è quello di consolidare un avvicinamento, dopo il corteo M5s contro la precarietà di sabato scorso, a cui Schlein si era affacciata. «Ci siete sabato mattina alla manifestazione della Cgil sulla sanità? Quella è una delle battaglie che condividiamo», incalza la leader Pd. Fratoianni annuisce convinto, ha già annunciato la sua presenza, Conte ci pensa un secondo e poi prende un mezzo impegno per partecipare anche lui. I bicchieri sono vuoti, Conte vorrebbe un secondo giro, ma il suo comizio dovrebbe cominciare a minuti nella piazza adiacente, mentre Schlein e Fratoianni sono attesi a Termoli in serata. Sperando di non avere altre brutte sorprese lungo la strada: l’auto su cui viaggiava il leader di Sinistra italiana ha preso fuoco, per fortuna nessuno si è fatto male. Mentre mercoledì era stato Conte a rimanere coinvolto in un tamponamento sull’autostrada A1, anche quello senza conseguenze. A sentire i racconti Schlein fa gli scongiuri, saluta ed esce per prima dal bar: ognuno va via per conto proprio, nessuna dichiarazione congiunta. «Siete un po’ ossessionati da questa storia – dice Conte ai giornalisti – abbiamo pensato di distribuire i nostri interventi, per renderli più efficaci. Stiamo lavorando in uno spirito di squadra». E il presidente M5s, parlando con La Stampa, prova a prendersene il merito, sottolineando «il significato di questo progetto per il Molise e anche oltre il Molise. A me fa piacere di aver potuto unire le forze sinceramente progressiste attorno alla figura di Roberto Gravina, il nostro sindaco di Campobasso». Insomma, l’alba di questa alleanza è segnata da una convergenza su un candidato del Movimento 5 stelle e Conte si atteggia a federatore. Che poi è il grande nodo da sciogliere nel lungo periodo: chi guiderà la coalizione. «Abbiamo fatto una fatica pazzesca per organizzare questo momento», raccontano gli esponenti locali del Pd e dei 5 stelle, «per ora accontentiamoci di questa foto».