MERCOLEDÌ INCONTRO PER AGGIORNARE L’ACCORDO DI PROGRAMMA SULLO SVILUPPO DELLO SCALO DI SAVONA-VADO
il caso
giovanni vaccaro
vado ligure
Saranno aggiornati e rivisti gli interventi a favore del territorio per compensare le difficoltà e l’impatto creati dallo sviluppo portuale. La prossima settimana sarà decisiva per delineare i nuovi accordi fra Autorità di sistema portuale e Comune di Vado, anche alla luce dei recenti piani che riguardano la costruzione dei cassoni per la futura diga foranea del porto di Genova.
Mercoledì il presidente di Palazzo San Giorgio, Paolo Emilio Signorini, e la prima cittadina vadese, Monica Giuliano, si incontreranno per firmare un “addendum”, ossia un’integrazione all’ormai vecchio accordo di programma del 2008. Ciò non significa automaticamente che la produzione dei cassoni sarà concentrata su Vado, ma è un segnale che l’Autorità portuale vuole sedersi al tavolo delle trattative con gli enti locali, presentandosi in più con una “dote” da spendere che potrebbe valere da dieci a venti milioni di euro.
Tra l’altro sono diverse le opere in via di definizione su Vado. Non solo, l’operazione potrebbe portare vantaggi anche ai Comuni vicini, Quiliano e Savona, perché potrebbero beneficiare di finanziamenti pubblici che a questo punto si libererebbero per ulteriori progetti. «Sarà un’occasione per sistemare il completamento delle opere maturate negli ultimi anni – spiega il sindaco Giuliano -. Da tempo abbiamo un tavolo con Autorità portuale, Regione e Ministero, per lo sviluppo portuale futuro. L’ipotesi dei cassoni è compresa nella trattativa: il progetto non è ancora definito, noi siamo disponibili a valutarlo, ma contestualmente lavoriamo per definire una serie di elementi e condizioni necessarie per migliorare Vado e il territorio». I cassoni sarebbero costruiti nell’area tra la diga foranea e la piattaforma di Apm, quindi a circa un chilometro dall’abitato. Come non crea disagi l’impianto attuale, dedicato alle strutture per la nuova diga del porto di Vado, anche quello per costruire i cassoni genovesi non dovrà avere ripercussioni a terra. Il Comune vaglierà con Palazzo San Giorgio anche gli aspetti della logistica. Il presidente Signorini è andato incontro alla richiesta: «Vado si conferma un’area molto dinamica, capace di coniugare le esigenze di sviluppo, crescita e occupazione con le istanze di tutela e valorizzazione ambientale. Nel porto e nel retroporto sono stati realizzati e sono in fase di avvio investimenti pubblici e privati all’avanguardia. Con l’Addendum che firmeremo il 31 maggio lo scalo si prepara a divenire un territorio di eccellenza a livello nazionale». —

