PORTO DI GENOVA, CONTINUA A FAR DISCUTERE L’IPOTESI CALDEGGIATA DAL VICEMINISTRO RIXI E DA TOTI
Giovanni Vaccaro
Vado
Continua a far discutere il progetto che prevede di costruire a Vado una parte o addirittura tutti i cassoni destinati a formare il basamento della nuova diga foranea di Genova. Sul caso interviene anche la coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle, Stefania Scarone, che rimarca il rischio di una concentrazione di interventi troppo impattanti sul territorio. «C’è grande preoccupazione da parte del M5S savonese – spiega Scarone -, per come queste decisioni siano calate dall’alto senza che i cittadini vadesi siano stati informati. E’ sconcertante notare – prosegue la coordinatrice del M5S – che la Regione ha presentato una richiesta di non assoggettabilità alla Via, non ritenendola evidentemente necessaria. Ricordiamo che vi è anche in predicato il progetto del deposito gas naturale liquefatto tr i comuni di Vado e Bergeggi. Un impianto da 20mila metri cubi su un’area di 30mila metri quadrati. La valutazione di impatto ambientale è assolutamente necessaria». Il porto di Vado è in un momento di forte sviluppo. Oltre ai progetti in corso, è già operativa la piattaforma container (altro intervento che inizialmente era stato fortemente contestato, tanto da spingere l’allora sindaco Carlo Giacobbe a indire un referendum. I vadesi giudicarono negativamente il piano (non dando il via libera, come indicato erroneamente nei giorni scorsi), ma con l’aggiunta di interventi a favore del territorio, il progetto decollò.
Ora si torna a discutere sui cassoni per la diga di Genova. Il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, punta deciso sul sito vadese e con lui concorda il presidente della Regione Giovanni Toti. Erano emersi anche i distinguo del presidente dell’Autorità di sistema Portuale Paolo Emilio Signorini, che invece vorrebbe smistare i cassoni più piccoli in un cantiere tra Pegli e Prà, concentrando su Vado le strutture più grandi. Inoltre il sindaco di Vado, Monica Giuliano, ed il presidente dell’Unione Industriali, Angelo Berlangieri, hanno sollecitato Ministero e Autorità portuale a mettere sul piatto il completamento degli interventi già previsti e non ancora realizzati.

