IL CONSIGLIERE PD ROBERTO ARBOSCELLO CHIEDE SOLUZIONI ALLA REGIONE: SONO TEMPI INACCETTABILI LA REPLICA DELL’ASSESSORE ALLA SANITÀ GRATAROLA: INIZIATE AZIONI SPECIFICHE PER RIDURRE LE ATTESE

il caso
Diciotto mesi di attesa per un intervento di cataratta a Savona. Sono tempi inaccettabili». Il consigliere Pd Roberto Arboscello va all’attacco e chiede soluzioni alla Regione, dopo che ieri l’interrogazione sui lunghi tempi di attesa per l’Oculistica è approdata all’attenzione del parlamentino. Il caso era stato sollevato da una savonese, che sulle colonne del Secolo XIX e de La Stampa aveva raccontato il suo «calvario».
L’assessore regionale alla Sanità Angelo Gratarola ha spiegato che nella struttura complessa di Oculistica dell’Asl lavorano 7 dirigenti medici più il direttore, ma anche che sono già arrivate 2 dimissioni. «L’Asl ha già provveduto ad assumere 2 specialisti a tempo indeterminato – si legge ancora nella replica – e ha iniziato azioni specifiche per evitare un incremento dei tempi per gli interventi di cataratta, lievitati in pandemia. Nell’Oculistica di Albenga le liste sono scese a 10 mesi grazie all’attivazione di un ambulatorio chirurgico dedicato alle iniezioni intravitreali, che ha liberato spazi per la chirurgia della cataratta. A Savona, dove è stato scelto di privilegiare interventi più urgenti e complessi, l’attesa per la cataratta è di 18 mesi. Al San Paolo è previsto l’allestimento di una sala ambulatoriale chirurgica per le iniezioni intravitreali, che permetterà di liberare ulteriori spazi in sala operatoria in modo da ridurre la lista». Per Arboscello non basta: «Oggi la giunta ha confermato quanto quotidianamente ci viene segnalato da molti savonesi. Per un intervento di cataratta occorre aspettare in media 18 mesi per la struttura pubblica, mentre pagando 5 o 6 mila euro si può venire operati in poche settimane nelle strutture private. Un fatto indegno e inaccettabile. Non ci capacitiamo come la riduzione delle liste di attesa da 24 a 18 mesi sia motivo di orgoglio per chi gestisce la sanità ligure. Nulla ne possono i medici e gli operatori sanitari che quotidianamente provano con grande senso di responsabilità a porre rimedio, ma molto può la politica. Abbiamo assistito alla certificazione del fallimento del programma Restart e di tutte le azioni messe in essere da questa giunta al fine di abbattere le liste di attesa». —
l.b.