OPPOSIZIONE CONTRO L’IDEA DEL GOVERNO PER LA DIGA DI GENOVA

Accende scintille a Vado l’ipotesi di costruire i cassoni per la diga foranea del porto di Genova. Il gruppo di opposizione «Memoria e futuro» promette battaglia in consiglio comunale e il comitato «Vivere Vado» è pronto alle barricate. E ricordano le battaglie dell’ultimo quarto di secolo, quando si era profilato il progetto della piattaforma container.
Sia la lista politica sia il comitato di cittadini sono nati con un obiettivo: combattere gli interventi giudicati troppo impattanti per la città. «Il comitato Vado Vuole Vivere aveva avvertito i cittadini 23 anni fa: ”Attenzione: la piattaforma ci ridurrà come Prà” – attacca l’attuale gruppo ambientalista Vivere Vado -. Ci stiamo avvicinando a grandi passi a quello scenario: sul deposito di gnl il sindaco valuterà le implicazioni per il nostro territorio solo dopo il pronunciamento di Bergeggi; ma le implicazioni per Vado sono già chiare, perché le cisterne transiteranno lungo le nostre strade e lungo la linea ferroviaria, cioè nel centro abitato. Sui cassoni per la diga di Genova, che il ponente genovese rifiuta, il nostro sindaco ha già dato disponibilità a Rixi e a Toti per costruirli a Vado. Siamo certi che tra qualche anno anche Vado, come Prà, uscirà dal torpore e scenderà in piazza contro l’ennesima servitù che farà traboccare il vaso troppo pieno. Ma questo non preoccupa chi ci governa».
Nel mirino anche la richiesta del sindaco di mettere sul tavolo gli interventi già previsti dall’Accordo di programma del 2008, aggiornato dieci anni dopo, per valutare di ospitare nei prossimi anni l’impianto per i cassoni: «La “puntuale definizione degli interventi” era già rivendicata allora. Evidentemente le garanzie non erano tali, se oggi Giuliano mette sul piatto “gli ultimi interventi previsti dall’Accordo di programma”». —
g.v.