Per le Amministrative di maggio, alleanze variabili per gli ex giallorosa: il “campo largo” limitato a due centri. I rischi delle partite chiave e la partita dei ballottaggi

Wanda Marra

Per descrivere quanto è complessa la costruzione della coalizione giallorosa che (forse) sarà, si può partire dal caso limite delle prossime Amministrative. A Pomigliano D’Arco, luogo natale di Luigi Di Maio, alle elezioni del 14 e 15 maggio non si presenteranno né il Pd, né i Cinque Stelle. In origine, avrebbero dovuto appoggiare Marco Iasevoli (in corsa comunque, con una civica). Ma poi si sono ritirati: prima il Movimento, poi i Dem, con tanto di dichiarazione nettissima: “Non esistono le condizioni per un progetto serio e di prospettiva del centrosinistra”, secondo Antonio Misiani, commissario regionale del Pd in Campania, e Giuseppe Annunziata, segretario dem di Napoli. “Il ritiro del Movimento Cinque Stelle e il sostanziale dissolvimento del cantiere del centrosinistra ci inducono a fare tabula rasa e ripartire da zero”. In Campania, la situazione complessiva è aggravata dalla guerra tra il presidente della Regione, Vincenzo De Luca e la segretaria del Pd, Elly Schlein. Ma il quadro generale risente delle rivoluzioni in corso in tutto l’arco del centrosinistra. A partire dall’incognita su come, quanto e quando Schlein e Giuseppe Conte vorranno (e riusciranno) a costruire una coalizione, per finire all’esplosione del cosiddetto Terzo Polo, con le schegge che vanno ora verso sinistra, ora verso destra. E lo spazio di centro che resta per molti un orizzonte da conquistare.
Ad ogni modo, nella tornata di maggio (in Sicilia si vota il 28 e il 29) la voglia di coalizione resiste in molti Comuni. Va detto che praticamente tutte le candidature e le alleanze sono state decise nella fase di interregno tra Enrico Letta e la nuova segretaria. Le scelte politiche, dunque, sono indicative fino a un certo punto. Ma il risultato stavolta non sarà neutro per Elly.
Si vota in 17 capoluoghi di provincia (Ancona, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso e Vicenza) e in 91 Comuni sopra i 15mila abitanti.
Per stare al dato numerico, in 4 capoluoghi (Pisa, Latina, Brindisi, Teramo) cui vanno aggiunte in Sicilia, Siracusa e Catania, e in 31 comuni superiori ai 15mila abitanti, il Pd si presenta in coalizione con M5s. In 3 capoluoghi di Provincia (Brescia, Vicenza e Ancona) e in 7 Comuni superiori ai 15mila abitanti, la coalizione è del centrosinistra con il fu Terzo Polo. Ma in nessun capoluogo di provincia esiste un’alleanza tra Pd, M5s, Azione e Italia Viva. La coalizione così composta si presenta solo a Torre del Greco e a Sestri Levante. Negli altri capoluoghi di provincia, esiste, viceversa, una coalizione di centrosinistra, variamente composita. A volte, M5s presenta un proprio candidato, a volte lo fa il fu Terzo Polo (insieme o diviso).
Ci sono alcune sfide simbolo, che determineranno la valutazione finale delle elezioni. Una delle più importanti è Brescia. La candidata è la vice del sindaco uscente (il dem Emilio Del Bono, recordman di preferenze alle elezioni regionali, che ora guarda alle Europee), Laura Castelletti, civica, espressione di Pd e Terzo Polo. Non ha convinto i Cinque Stelle, che hanno candidato Alessandro Lucà, imprenditore e scrittore. Perdere la città, capitale europea della cultura insieme a Bergamo, per i dem farebbe virare la tornata verso la sconfitta. Altra città sotto la lente di ingrandimento è Vicenza, oggi governata dal centrodestra. Il Pd e il Terzo Polo schierano il giovanissimo Giacomo Possamai, capogruppo del Pd in Regione, cresciuto con Enrico Letta. Ma anche qui i Cinque Stelle gli oppongono un proprio candidato, Edoardo Bortolotto, avvocato, impegnato soprattutto per l’ambiente e il lavoro.
Prova la riconquista delle storiche roccaforti rosse, passate dal Pd al centrodestra. Un’impresa di primaria importanza, tanto che Schlein ha scelto di inaugurare proprio in Toscana la sua campagna per le Amministrative. Con coalizioni però piuttosto frammentate. A Pisa il candidato Paolo Martinelli (Pd), presidente delle Acli provinciali, è appoggiato da M5s, ma anche da Lista Sinistra Unita (Alleanza Verdi /Sinistra Italiana, Sinistra Civica ecologista e Possibile) e da Riformisti per Pisa (espressione civica di Più Europa). Il Terzo Polo sceglie invece di presentare Rita Mariotti, cardiologa, ex consigliera comunale. A Massa il candidato Enzo Romolo Ricci, chirurgo e segretario Comunale del Pd), appoggiato da Socialisti, Radicali, Verdi, Art.1 e Italia Viva non piace al Polo Progressista e di Sinistra (M5S, Unione Popolare e Massa Città in Comune) che presenta Daniela Bennati, vicina al mondo del volontariato. Azione, invece, sceglie di appoggiare il candidato leghista. A Siena la situazione è ulteriormente frammentata: Anna Ferretti, ex presidente della Caritas, è appoggiata da Pd e centrosinistra, Elena Boldrini, ex consigliera comunale, dai Cinque Stelle, Azione si presenta con un proprio candidato e Italia viva con una lista civica nel centrodestra. Ad Ancona, la sindaca uscente, dopo il secondo mandato, Valeria Mancinelli (Pd) non era appoggiata dai Cinque Stelle e non li aveva mai convinti. La cosa si rispecchia anche nelle alleanze per questa tornata elettorale. Il Pd schiera Ida Simonelli, che ha fatto pure le primarie, appoggiata da una coalizione che va da Articolo 1 ai Socialisti, a Azione e Italia viva. I Cinque Stelle oppongono un loro candidato, l’ingegnere Enrico Spaparani. Altro caso sotto i riflettori è quello di Latina: Damiano Coletta corre per il terzo mandato, dopo non essere riuscito a completare il secondo (causa dimissioni in blocco delle opposizioni) e dopo la vittoria alle primarie. Consenso largo: è appoggiato da Pd e Cinque Stelle, da alcuni di Italia viva, oltre che da alcune civiche e dal Psi.
In Puglia, invece, c’è l’unico caso in cui in un capoluogo il Pd appoggia un candidato Cinque Stelle: a Brindisi, corre l’avvocato Roberto Fusco, che si era candidato per il Senato alle ultime elezioni, battuto nell’uninominale. Anche a Carovigno, il candidato Sindaco è Salvatore Ancora (M5s), espressione di Pd e Cinque Stelle. In Sicilia, da sottolineare che il candidato di Pd e M5s di Catania è un professore universitario, Maurizio Caserta.
Ma, oltre al quadro di partenza, non sarà secondario vedere quante saranno le alleanze che si stringono per i ballottaggi.