ATTESA A CAIRO PER IL VERTICE CON ASL E ARPAL
il caso / 1
mauro camoirano
cairo montenotte
Superi di benzo(a)pirene a Cairo, attesa per il tavolo tecnico, con Comune, Provincia, Arpal, Regione ed Asl, previsto entro metà mese. E se la normativa parla, come ha sottolineato Arpal, «di un massimo di 1 ng/mc, considerandolo, in realtà, un valore obiettivo, che non è un vero limite, anche se la Regione l’ha considerato tale proprio nel segno di una maggiore tutela dei cittadini», è altrettanto evidente che, dopo sette anni consecutivi di superi anche di tre volte, la situazione è da affrontare e non solo da monitorare.
Spiegano, dall’ufficio Ambiente del Comune di Cairo: «Lo studio effettuato dall’Arpal si basa sui dati comparati delle 4 centraline di monitoraggio: Mazzucca, Bragno, quella spostata verso il centro cittadino a Villa Sanguinetti, e quella installata a Cosseria. Nel caso specifico del benzo(a)pirene si usa poi il levoglucosano, che è un tracciante della combustione di biomasse, permettendo di separare, quindi, la percentuale di benzo(a)pirene derivante da combustione ad esempio di legno, da quella specifica derivante da procedimenti industriali. Infine, si localizza il tutto attraverso comparatori di vento selettivi che consentono di stabilire in che direzione soffia il vento in un dato momento in una data zona».
In soldoni: se ho un supero di benzo(a)pirene la cui componente è in prevalenza industriale, con i venti che in quel momento soffiano da una data zona, verifico quale industria in quella zona ha tale possibilità di emissione. E il responso pare essere stato chiaro.
A supporto di questo sistema è stato poi attivato un sistema di videocamere. Queste «non sorvegliano specificatamente una sola azienda, ma tutte quelle nell’area A1 (da Bragno alle aree ex Agrimont) e lo stesso poi faremo a Ferrania. Si tratta di telecamere ad infrarossi molto sensibili che registrano le eventuali fumate anomale. In caso di fumata anomala, intesa per durata o per colore, parte un alert a tutti gli enti preposti. Si potrà quindi correlare allo specifico fenomeno i dati della qualità dell’aria, tramite le centraline Arpal e i dati inviati dalle SME (i monitoraggi continui ai camini dell’Italcoke)». —

