CGIL CONTRO LA REGIONE: ESCLUSA DALLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE

«La Regione continua a dimenticare il raddoppio della linea ferroviaria Torino-Savona tra le priorità del territorio». A lanciare l’accusa è il segretario provinciale della Cgil, Andrea Pasa, rispetto alla recente presentazione, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da parte della Regione Liguria, del piano da 10,3 miliardi di euro per chiedere il finanziamento di nuove opere stradali e ferroviarie considerate strategiche per il territorio, Commenta Pasa: «Per il savonese sono indicate come strategiche l’Aurelia Bis, il raddoppio ferroviario nella tratta Andora-Finale, e si è iniziato a parlare anche della bretella autostradale Albenga-Carcare-Predosa. Opere straordinariamente importanti per il nostro territorio, tanto che Cgil, insieme a Cisl e Uil di Savona, le ha inserite nel “Dossier infrastrutture interventi di adeguamento del sistema infrastrutturale necessari per lo sviluppo del territorio savonesi”, presentato a tutti gli Enti locali liguri, alla Regione e al Ministero.
«Però – attacca Pasa -quando si parla della provincia di Savona, la Regione Liguria dimentica troppo spesso che tra le infrastrutture strategiche per il territorio c’è assolutamente il potenziamento della rete ferroviaria Savona-Torino attraverso la posa di un secondo binario tra Savona e Altare, lungo la sede già predisposta e mai ultimata (Linea Savona San Giuseppe di Cairo – Via Altare); nonchè la progettazione e realizzazione – in accordo con Regione Piemonte – di un nuovo tronco da Ceva ad Altare al fine di eliminare il collo di bottiglia esistente: opera di soli 20 km che eliminerebbe le 2 asperità di Cosseria e Sale Langhe con enormi benefici sui tempi di percorrenza». E conclude: «La Regione dovrebbe ricordare che nella IV Commissione consiliare regionale, il 1° luglio 2019 il potenziamento della linea ferroviaria Torino-Savona è stata votata all’unanimità». Un intervento, conclude il segretario Cgil, «che diventa ancora più attuale se pensiamo all’ottica di sviluppo della Val Bormida come naturale banchina di retroporto per Savona-Vado; al futuro di Funivie nella sinergia ferro-fune, ma anche al rilancio, nell’ottica della logistica, delle aree ex Acna». —
m.ca.