ALBENGA. NUOVA VITA PER L’EX CAPANNONE CRAI-DEL BALZO DI VIA AL PIEMONTE

luca rebagliati
Albenga
Lo sbarco a ponente è avvenuto: dalle 7,30 di stamane Esselunga ha un punto vendita ad Albenga. È il primo nell’intero ponente ligure ed il terzo in tutta la regione, dopo quello di via Piave a Genova e quello di Spezia, mentre altri 2 sono in fase di allestimento ancora nel genovesato, a San Benigno e Sestri Ponente. Insomma, il gruppo commerciale lombardo sembra puntare davvero tanto sulla Liguria, e lo dimostra anche lo sforzo fatto per acquistare il capannone ex Crai-Del Balzo per una cifra di 8,6 milioni di euro, praticamente il doppio rispetto alla base d’asta, e superare la concorrenza di Coop. Il nuovo punto vendita Esselunga di via Al Piemonte (ossia lungo la statale 582 per Garessio), a breve distanza dall’imbocco dell’Aurelia bis e dal casello autostradale, ha una superficie di circa 1200 metri quadrati con un organico di un centinaio di addetti, anche se su questi come su altri dettagli l’azienda preferisce mantenere uno stretto riserbo, in attesa dell’inaugurazione odierna, fissata per le 11,30. Una cerimonia alla quale presenzierà il sindaco ingauno Riccardo Tomatis, ma non il presidente della Regione Giovanni Toti, la cui presenza era stata in un primo tempo annunciata. Altri impegni istituzionali (e forse l’intento di evitare polemiche) terranno Toti lontano da Albenga. Tornando alle caratteristiche del negozio, la cui collocazione pare ideale per intercettare non solo la clientela locale ma anche quella del comprensorio e quella turistica, dovrebbero ricalcare in maniera fedele quelle degli oltre 170 punti vendita sparsi per tutto il nord Italia.
Il nuovo arrivo non ha mancato di provocare qualche malumore nel tessuto commerciale ingauno e ponentino. Ma qualche preoccupazione c’è anche sul fronte sindacale, con Filcams Fisascat Uiltucs che oltre un anno fa avevano chiesto all’amministrazione comunale l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda per «comprendere la portata del progetto Esselunga sul nostro territorio, in termini di quantità e qualità dell’occupazione che avrebbe potuto sviluppare e soprattutto delle criticità inerenti all’avvento di un colosso della grande distribuzione in un territorio già saturo». Solo che dopo un primo incontro il discorso si è bloccato, e i sindacati accusano l’amministrazione di scarsa attenzione a un problema tanto delicato. «Credo non ci siano dubbi: il tema delle tutele occupazionali è sempre stato molto a cuore a me e alla mia amministrazione – ribatte il sindaco Riccardo Tomatis – Ci dispiace che, nonostante la collaborazione da noi dimostrata, non si sia trovato un punto di incontro. Ci auguriamo che Filcams, Fisascat e Uiltucs possano instaurare un proficuo dialogo non esclusivamente con Esselunga ma con tutte le realtà insediatesi sul nostro territorio e le associazioni di categoria, precisando che il Comune, pur mantenendo il suo ruolo esterno, cercherà sempre di farsi da tramite per la tutela di tutti lavoratori e dei loro diritti». —