Luca De Carolis e Gianluca Roselli
Il caso Annunziata può spingere a risolvere lo stallo sulla commissione di Vigilanza sulla Rai. Con il centrodestra che ora apre al 5Stelle Stefano Patuanelli come possibile presidente, pur di accelerare. La miccia è quanto successo domenica a Mezz’ora in più, quando Annunziata ha messo alle strette la ministra Eugenia Roccella su famiglie omogenitoriali e bambini arrivando fino a dire una parolaccia, di cui si è subito scusata. Ma ieri la maggioranza ci è saltata sopra. “Quanto accaduto è inaccettabile. Che senso ha invitare un ministro se poi non lo si lascia parlare perché non si condividono le sue tesi?”, affermano gli esponenti FdI in Vigilanza. “Presto in Rai inizierà una stagione ariosa e destalinizzata”, attacca Maurizio Gasparri (FI). Da sinistra invece difendono Annunziata. “Se in Rai tornano gli editti bulgari, ricordo che furono un boomerang anche per la destra”, sostiene il dem Francesco Boccia. Un clima su cui ovviamente incide il fatto che in Viale Mazzini si è alla vigilia di un giro di poltrone.Però la Vigilanza ancora non c’è. Sarebbe dovuta essere convocata oggi ma la data slitterà – forse alla prossima settimana – visto che non c’è accordo sul presidente. Il nome proposto da Giuseppe Conte, ovvero il vicepresidente del M5S, Riccardo Ricciardi, viene considerato divisivo dal centrodestra che, con FdI aveva informalmente chiesto come alternativa Chiara Appendino. Ma l’ex sindaca non vuole saperne.
Così ora circola l’ipotesi Patuanelli, che avrebbe il benestare anche di Lega e FI. Problema: l’ex ministro – come Appendino – non è tra i designati per la commissione. Ergo, qualcuno dovrebbe lasciargli il posto. Così un’opzione concreta è anche Barbara Floridia, capogruppo M5S, già in Vigilanza. La certezza è che nelle prime due votazioni servono i 3/5 dei voti, ovvero 26 su 42. Tanti. Il rischio per i 5Stelle è che nell’impasse s’infilino Renzi e Calenda: proponendo alle destre Maria Elena Boschi, o in alternativa, Mariastella Gelmini. “Ma se c’è l’intesa M5S-Pd-FdI la cosa è fatta”, assicurano i meloniani.
