ALBENGA. AL CENTRO DEL DIBATTITO IL PUNTO DI PRIMO INTERVENTO E IL SUO FUNZIONAMENTO

luca rebagliati
Albenga
Il punto di primo intervento ci sarà, ma come sarà? E soprattutto, che tipo di pazienti potrà curare? È quello che si chiedono non solo i consiglieri che compongono la commissione temporanea sulla sanità del Comune di Albenga, ma anche numerosi, anzi numerosissimi sindaci del comprensorio (compreso quello piemontese di Alto), che nella sala consiliare ingauna hanno incontrato lunedì sera i consiglieri regionali Alessandro Bozzano, Brunello Brunetto, Stefano Mai e Angelo Vaccarezza. Proprio la natura del ppi, la possibilità che vi arrivino le ambulanze e l’orario effettivo di apertura sono stati gli argomenti al centro della discussione.
«L’apertura del PPI per 12 ore al giorno non è assolutamente sufficiente per soddisfare le esigenze sanitarie della città – ha detto il sindaco Riccardo Tomatis in apertura della riunione – Lo riteniamo un primo passo al quale ci auguriamo, come è stato detto, seguirà presto l’apertura h 24. Continueremo inoltre a chiedere l’apertura del Pronto Soccorso perché il territorio ne ha bisogno e se lo merita e perché sappiamo essere realizzabile anche sulla base del decreto Balduzzi». Ma il primo cittadino ha anche invitato i presenti a «mettere da parte giacche e spille di partito per un tema vitale come la sanità». Un invito che Stefano Mai ha ripreso in conclusione, ma che è stato sostanzialmente accolto da tutti.
«Dopo le polemiche, quello che chiedo a questa commissione è di darci un mandato chiaro e poi si valuterà se, in base a quello, abbiamo lavorato bene o male», ha detto Vaccarezza aprendo di fatto il dibattito su un piano sanitario regionale che peraltro al momento esiste solo in bozza e che neppure gli stessi consiglieri regionali conoscono nei dettagli.
«Albenga potrebbe alleggerire il sovraffollamento dei pazienti a Pietra – ha aggiunto Tomatis rIbadendo la necessità di un vero pronto soccorso o di qualcosa che gli somigli molto – Non possiamo più affrontare un’estate come quella appena trascorsa, quando le ambulanze arrivavano a Pietra ed erano costrette ad attendere ore prima che il paziente fosse ricevuto. Questo comporta anche un allontanamento dei volontari che, magari per esigenze personali, non riescono a coprire turni così lunghi e la mancanza di mezzi sul territorio».
Brunello Brunetto ha spiegato che l’ospedale di comunità non è in contrasto con l’ospedale vero e proprio, e che la ventina di letti del primo devono essere intesi come aggiuntivi rispetto a quelli del secondo. Secondo i consiglieri del centrodestra ingauno Gero Calleri, Cristina Porro ed Eraldo Ciangherotti «dalla bozza si evince con chiarezza che al nuovo Ppi ci si potrà recare solo in auto-presentazione, quindi senza prevedere l’accesso della ambulanze, e se così fosse, resterebbe esattamente come oggi». Ed è quello che tutti i sindaci e amministratori locali hanno detto chiaramente di voler scongiurare. —