
“È una decisione ideologica, ma Meloni colpisce chi l’ha votata… Si tradurrà in un suicidio politico”
Carlo Di Foggia
Il governo ha già ucciso il Superbonus 110% e da ieri anche il mercato dei crediti fiscali. Stefano Patuanelli, ex ministro M5S e sostenitore della misura, ne è convinto: “È una decisione folle, che avrà effetti devastanti sul tessuto economico di cui il governo non ha nemmeno piena contezza”.
Perché?
Bloccando sconto in fattura e cessione del credito, di fatto, si assesta un colpo mortale a tutti i bonus edilizi. Verranno usati meno: significa meno lavori, meno occupati, meno riqualificazione edilizia. E senza risolvere il blocco dei crediti incagliati, che mette a rischio 25 mila imprese e oltre 100 mila posti, a non dire della famiglie che avevano progettato i lavori.
Perché l’ha fatto, allora?
Fatichiamo a capirlo. È una scelta ideologica, compiuta peraltro rimangiandosi tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Cosa diranno agli elettori? Forza Italia ha sempre difeso la misura e anche FdI.
Appunto, perché allora una decisione così drastica?
La sensazione è che Meloni abbia subito alcune pressioni in sede europea, dove da tempo serpeggia la paura che la grande circolazione di crediti fiscali possa rappresentare l’embrione di una moneta fiscale.
Eurostat avvisa che se i crediti sono “pagabili”, come pare, impatteranno sul deficit dall’anno in cui si creano: il disavanzo 2021-2023 salirebbe parecchio…
Il problema esiste, ma la “pagabilità” non è così scontata. A ogni modo, si poteva intervenire con rimedi più chirurgici.
I bonus sono stati contestati per la spesa eccessiva, 110 miliardi, più di quanto stanziato a copertura.
Evidentemente le ipotesi di spesa erano sottostimate, ma parlare di coperture è distorsivo. Bisogna avere anche uno sguardo d’insieme, considerare non solo quanto si è speso ma anche l’impatto economico di quella spesa: quanto Pil ha prodotto, quanta occupazione ha creato, quanta cassa integrazione ha fatto risparmiare, quanto gettito per l’erario ha garantito etc. Da Nomisma ai commercialisti, diversi studi mostrano che ha avuto un impatto moltiplicatore più alto della spesa effettuata. I dati Istat mostrano che l’edilizia ha fornito i numeri di crescita straordinari di cui Draghi e altri si sono vantati.
Perché rendere cedibili tutti i crediti?
La cedibilità è un grande incentivo agli interventi, senza non avremmo avuto quei numeri.
Sono lievitate anche le truffe, quasi 4 miliardi.
Il Superbonus ne ha pochissime perché prevedeva fin da subito una certificazione. La gran parte hanno riguardato il bonus facciate che aveva vulnus che noi per primi abbiamo segnalato. Comunque non è che tolgo le pensioni di invalidità per i falsi invalidi…
Altra critica: è stato rimesso a nuovo solo lo zero virgola del parco edilizio…
Anche qui, dobbiamo capirci. La misura è nata per dare un booster all’economia in piena crisi Covid: era l’intervento più rapido a disposizione e ha funzionato. Andava reso strutturale.
Un’aliquota al 110% non è troppo?
Ma non doveva essere così in eterno: l’impianto iniziale era di tre anni e poi un décalage. Alla fine del triennio doveva essere stabilizzata a valori più bassi. Una misura del genere è indispensabile e non è un caso che sia stata inserita nel Pnrr. Ora arriva anche la direttiva Ue sulla riqualificazione degli immobili: una sfida enorme, come la si vuole affrontare?
Ancora: perché non imporre un tetto di reddito?
La realtà è che una misura per l’efficientamento energetico degli edifici o la fai per tutti o non funziona. E poi ci hanno detto per un anno che era una misura solo per ricchi e ora che fanno? Eliminano la cedibilità, che la rende accessibile anche ai più poveri che hanno meno capienza fiscale.
E adesso?
Il governo non ha ancora capito il danno che ha inflitto al tessuto economico. Peraltro è un suicidio politico perché colpiscono il mondo che ne ha più supportato la nascita: imprese, specie del Nord, artigiani, etc. Spero nei molti colleghi della maggioranza che ammettono di essere furiosi.
Il dl prova a sbloccare la cedibilità dei vecchi crediti: meno paletti sulla responsabilità in caso di frodi.
Sì, ma è troppo tardi e poi con questi interventi a singhiozzo hanno paralizzato il mercato. Nessuno si fida più.
