IL LEADER DEL MOVIMENTO 5 STELLE IN UN POST SU FACEBOOK: “I DUE ESPONENTI FDI SI DIMETTANO”

ANTONIO BRAVETTI
ROMA
Cita Luciano Ligabue Giuseppe Conte per dire che Giorgia Meloni sul caso Delmastro-Donzelli «ha perso le parole». Il presidente del Movimento 5 stelle critica duramente la linea della premier che da Berlino sorvola sullo scontro politico su Alfredo Cospito. «È scappata», l’accusa su Facebook Conte. Che torna a chiedere «subito» le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia e del vicepresidente del Copasir: «È l’unica soluzione». Poco dopo la conferenza stampa con Olaf Scholz, l’ex premier attacca via social: «Poco fa Giorgia Meloni è scappata davanti alle domande dei giornalisti sul caso Delmastro-Donzelli e sulla irresponsabile diffusione di informazioni riservate su mafia e terrorismo, rinviando al futuro una sua presa di posizione. Fra i disastri a ripetizione di questa storia Giorgia Meloni è l’assente ingiustificata. Non pervenuta per l’imbarazzo».
Conte gliele suona col rocker di Correggio: «”Ho perso le parole” è una bellissima canzone di Ligabue, ma non può essere la reazione del presidente del Consiglio di una nazione come l’Italia». Il leader pentastellato ribadisce la necessità di un passo indietro da parte dei due esponenti di via della Scrofa: «Le diamo un suggerimento: dica ai due Fratelli d’Italia Delmastro e Donzelli di dimettersi dal ministero della Giustizia e dal Copasir. È l’unica soluzione. Va percorsa subito». Per l’avvocato pugliese «il tentativo di scaricare responsabilità politiche su parlamentari di opposizione che hanno visitato detenuti sta solo aggravando la loro posizione, perché conferma l’utilizzo di informazioni acquisite per ragioni di ufficio per finalità di lotta politica. Ogni giorno che passa senza le loro dimissioni è un disastro in più per il Paese». Torna alla carica anche Vittoria Baldino, la deputata M5S che mercoledì in aula aveva puntato il dito contro il governo per la diffusione dei colloqui di Alfredo Cospito: «Il mandato politico arriva da palazzo Chigi e la reticenza di Nordio ha il sapore della complicità». Ieri è tornata alla carica: «Ho letto dell’appello di Meloni perché si abbassino i toni. Lo dica ai suoi, perché se qualcuno ha alzato i toni è stato proprio il suo partito. Spieghi, anzi, se lo ha fatto a sua insaputa e faccia dimettere gli incendiari, inadeguati a guidare lo Stato mentre è sotto attacco».
Alza la voce anche la capogruppo al Senato Barbara Floridia, a riprova che il Movimento non ha intenzione di mollare l’osso: «Come se non bastasse il silenzio di questi giorni su Delmastro e Donzelli, oggi Giorgia Meloni rifiuta di rispondere a domanda diretta sul tema, per di più in un contesto internazionale. Si vede che l’imbarazzo è tanto. Sui suoi sodali anche oggi Meloni risponde domani».
Tra le opposizioni la linea adottata dalla premier non piace a nessuno. Di «silenzio inaccettabile» parla Matteo Richetti, capogruppo del Terzo Polo alla Camera. «Meloni richiami i suoi, se può, ed esca dal suo glaciale silenzio», chiede la capogruppo di Avs a Montecitorio Luana Zanella. «È necessario che sia Delmastro che Donzelli si dimettano – ribadisce la candidata alla segreteria del Pd Elly Schlein – la presidente del Consiglio si faccia carico della responsabilità che il ruolo le assegna e dica qualcosa anziché continuare a coprire questo scempio». Ligabue, ma anche Simon e Garfunkel: the sound of silence. —