IL CASO DA 8 ANNI NELLE AULE DI GIUSTIZIA

elena romanato
savona
Danni permanenti a una paziente, Asl condannata in appello a pagare 800 mila euro. Risarciti anche i familiari.
La Corte d’Appello di Genova ha confermato la sentenza del Tribunale di Savona, dello scorso agosto, che ha condannato l’Asl a risarcire una paziente rimasta invalida dopo aver fatto ricorso alle cure dei pronto soccorso di Savona e Cairo.
Il caso risale al 2015 ma è arrivato alla Corte d’Appello pochi giorni fa. La signora, cinquantenne, dopo avere avuto una piccola perdita di coscienza ed essere caduta a terra, era stata portata al Pronto soccorso di Savona e le era stato diagnosticato un colpo di frusta.
Dopo alcuni giorni, non sentendosi bene, era tornata al pronto soccorso, a Cairo, dove le era stato confermato il colpo di frusta senza approfondimenti diagnostici. Continuava a non sentirsi bene aveva deciso di tornare al pronto soccorso dove è stata sottoposta a una tac senza contrasto. Non veniva riscontrato nulla e dopo alcuni giorni veniva dimessa. Continuando ad avere problemi, la signora era tornata al Pronto soccorso per la quarta volta. Dopo accertamenti, riscontrarono la presenza di un aneurisma. Seguì il trasporto urgente al Santa Corona per essere sottoposta a tutte le cure del caso per evitare che l’aneurisma potesse complicare il quadro diagnostico. Durante il trasporto a Pietra, però, il dramma: la rottura dell’aneurisma. Venne sottoposta alle cure dei medici, ma i gravi danni l’hanno costretta alla sedia a rotelle. Più tardi le verrà riconosciuta un’invalidità civile al 100% e biologica all’85%.
I familiari, difesi dall’avvocato Massimo Badella e la signora, che si rivolge agli avvocati Enrica Bellenda e Giuseppe Farrauto, decisero di fare causa all’Asl, chiedendo il risarcimento del danno per il ritardo nella diagnosi dell’aneurisma.
Il Tribunale di Savona, nell’agosto di 2 anni fa, aveva condannato l’Asl al risarcimento del danno per 800 mila euro alla signora e alcune centinaia di euro ai familiari che se ne prendono cura. L’Asl era ricorsa in Appello, ma invano. «E’ una vicenda triste per la signora – dice l’avvocato Bellenda – e per il comportamento dell’Asl che ha fatto ostruzionismo per il pagamento della provvisionale».
La provvisionale è prevista quando, nel giudizio di primo grado, l’avente diritto al risarcimento può chiedere che sia assegnata una somma da imputarsi alla liquidazione definitiva del danno, su richiesta della parte civile. «L’azienda ha svolto le proprie difese – replica l’Asl – in una vicenda processuale complessa nella consapevolezza della delicata situazione, senza comunque opporre ostruzionismo. Nel massimo rispetto della sentenza si resta in attesa di conoscere le motivazioni al fine di valutare eventuali azioni». —