Il capogruppo di minoranza Fulvio Briano vince la sua battaglia: i consiglieri di opposizione potranno accedere al Protocollo comunale. A stabilirlo è il Difensore civico regionale dopo i vari dinieghi dell’amministrazione guidata dal sindaco Lambertini.
Il gruppo “+Cairo” aveva presentato istanza per accedere a tutti gli atti, in entrata ed in uscita, chiedendo l’accesso al Protocollo comunale con tre ipotesi: tramite invio di report settimanale con numero di protocollo ed oggetto; tramite invio di credenziali e password di accesso; oppure tramite la messa a disposizione di una postazione informatica presso il Comune da cui permettere l’accesso al protocollo.
Spiega, Briano: «Convinti che sia legittimo l’accesso a informazioni e dati che rientrano tra quelli accessibili ai consiglieri comunali in quanto utili all’espletamento del mandato consigliere».
Secondo il difensore civico regionale, il diniego del Comune alle prime due ipotesi è giustificabile: l’incondizionato diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere di utilità all’espletamento delle funzioni di consigliere, incontra come limiti che «sia esercitato in modo da comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali».
Invece la consultazione la consultazione del Protocollo informatico dell’Ente può essere attuata tramite la messa a disposizione di postazioni informatica presso il Comune attraverso la quale permettere ai consiglieri di “+Cairo” l’accesso al Protocollo, visto che non comporta un aggravio per l’attività degli uffici. Quindi il Difensore civico regionale invita il Comune di Cairo ad attrezzarsi in tal senso.
Replicano dall’amministrazione comunale: «Quello del Difensore civico è un invito, non un obbligo. Invito che terremo nella giusta considerazione anche rispetto a quanto aveva disposto lo stesso Briano quando era sindaco. Valuteremo quindi la soluzione migliore. Intanto l’accesso agli atti continuerà per ora ad essere gestito dietro specifica richiesta». m.ca. —

