LA MINORANZA RACCOGLIE LE SEGNALAZIONI DEI PAZIENTI E ATTACCA L’ASL2
mauro camoirano
cairo m.
Oltre un anno per una visita ortopedica, altrettanto per una colonscopia, anche se spesso non è proprio prenotabile. Nessuna chance per una visita dermatologica, tempi biblici per oculistica e per altre specialità. Mentre l’attenzione sembra tutta concentrata sugli ospedali, la sanità savonese mostra il fiato corto sulle liste di attesa.
Un dato che pare in contrasto con il successo di iniziative come il portale Prenoto Salute, il servizio di prenotazione sanitaria online della Regione che in poco più di 5 mesi ha permesso ai liguri di fissare 62.712 prestazioni: 21.180 sono state per esami di radiologia, 8.904 per prime visite specialistiche e 32.628 per esami di laboratorio (consentendo anche di “recuperare” velocemente gli esami disdetti: 14.502 appuntamenti).
Ma che contrasta con i primi dati sul recupero delle prestazioni effettuate dal sistema sanitario regionale pubblico nel 2022, con 500 mila prestazioni in più rispetto all’anno precedente. Spiegano, dalla Regione: «Prendendo come riferimento le prestazioni indicate nel Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, il recupero rispetto al 2021 è di circa 140 mila prestazioni (valore 7 milioni di euro). Analizzando il valore di tutte le prestazioni effettuate (ad eccezione degli esami di laboratorio), l’incremento arriva a 500 mila prestazioni (25 milioni di euro).
Sottolinea il presidente della Regione, Giovanni Toti: «A tutto quello che viene fatto dal sistema sanitario pubblico della nostra Regione, si affiancherà anche l’apporto del privato, nel campo della diagnostica per immagini. Con la manifestazione di interesse, e i sei milioni di euro già assegnati alle aziende che interverranno nei prossimi mesi, daremo ulteriore slancio per ridurre drasticamente le liste d’attesa».
Il direttore generale di Alisa, Filippo Ansaldi: «Tra quanto ha già fatto il servizio pubblico e con i fondi per le prestazioni della sanità privata per garantire ecografie, raggi, Tac e risonanze magnetiche (132 mila prestazioni per 6 milioni di euro), siamo vicini a coprire il fabbisogno complessivo dei liguri».
Uno scenario al quale, però, l’Asl2 sembra non partecipare: l’esiguo numero di centri privati accreditati nel Savonese ha fatto sì che il bando indetto per Asl2 e Asl1 desse risultati al di sotto delle aspettative. Insomma, bisogna fare un distinguo tra il genovese e le aree più periferiche, e nel savonese difficilmente, per ora, i privati potranno arrivare in soccorso al pubblico.
Lo stesso scenario riguarda anche le visite specialistiche, tanto da spingere il gruppo di minoranza «+Cairo» a presentare un’interrogazione. Il capogruppo Fulvio Brano: «Oltre un anno per una visita ortopedica o per una colonscopia è inaccettabile. E lo sono ancor di più in uno scenario dove si depotenziano gli ospedali senza bilanciare questa visione arricchendo la sanità sul territorio che significa poter accedere a visite senza attese bibliche». Sulle visite specialistiche, l’Asl 2 prende atto delle segnalazioni e assicura un’immediata verifica già alla riapertura degli uffici, domani. —

