MASSIMO PICONE
ALBISOLA S.
Uno studio preliminare di fattibilità per la modifica dello svincolo autostradale di Albisola, con una nuova ubicazione del casello e collegamento con la futura Aurelia Bis, è stato commissionato alla Igeas Engineering di Torino per una spesa di 25 mila e 376 euro. Il Comune di Albisola Superiore vuole un progetto per un collegamento diretto tra la A10 Genova-XXMiglia e la nuova superstrada per ridurre il carico del traffico pesante in città. Infatti, una volta terminata l’opera, tutti i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate saranno obbligatoriamente deviati verso la nuova arteria che sbucherà, dopo 5,1 chilometri di tracciato, a Savona-corso Ricci. Ovviamente saranno esclusi camion e pullman diretti verso Sassello, Stella, Ellera o verso il traffico locale. Se nessuno discute sulla necessità del ribaltamento del casello della A10 e della necessità di una bretella che conduca all’Aurelia Bis, c’è chi critica l’ulteriore spesa di oltre 25 mila per l’incarico affidato all’ingegner Alessandro Rodino, in qualità di legale rappresentante dello studio Igeas. «Non vediamo la necessità di questo investimento. Ovviamente senza metter in dubbio la competenza del professionista al quale è stato assegnato tal compito e dell’utilità dello studio – spiega Marino Baccino, capogruppo di opposizione -. Ma il casello di Albisola dipende da Autostrade per l’Italia e l’Aurelia Bis è in concessione all’Anas. Perché deve essere il Comune a spendere dei fondi per una mansione che spetterebbe ad altri ?». Tra l’altro nel settembre scorso, nell’ultimo periodo del governo Draghi, l’allora ministro Enrico Giovannini aveva recuperato il progetto e riaperto la pratica per modificare lo svincolo albisolese in modo da adeguarlo alla situazione attuale del traffico e rendere l’Aurelia Bis efficace e utile con un collegamento diretto. Il ministero dei Trasporti aveva già messo a disposizione di Autorità di sistema portuale, Regione e Comune di Albisola un finanziamento di 70 milioni di euro. I sei sindaci del comprensorio (Savona, Vado, le due Albisole, Bergeggi e Quiliano), infatti, avevano chiesto che parte dei risarcimenti del crollo del ponte Morandi fosse destinata al miglioramento della viabilità e dei collegamenti retroportuali. A tre anni di distanza dal blocco delle lavorazioni a causa del fallimento di una delle due ditte appaltatrici, il 12 dicembre è stato assegnato il completamento dell’arteria alla Ici Costruzioni Infrastrutture Spa di Roma. Rispetto all’importo iniziale di 92 milioni e 200 mila euro, con un ribasso del 7,2%, la spesa sarà di 63 milioni e 552 mila per 3 anni di lavori. —

