LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA SULL’EURODEPUTATO. IL PARTITO: LO STESSO AVVERRÀ IN CASO DI ALTRI COINVOLTI

alessandro di matteo
roma
La mossa era già pronta, Enrico Letta temeva che la vicenda Qatargate potesse arrivare a coinvolgere direttamente qualche esponente Pd oltre all’ex Antonio Panzeri poi passato ad Articolo 1. Per questo quando ieri mattina sono uscite sui giornali le indiscrezioni che riguardano Andrea Cozzolino, la reazione è stata immediata: il segretario democratico ha deciso subito di convocare la “commissione di garanzia” interna e nel giro di poche ore Cozzolino è stato sospeso dal partito. Mossa che qualcuno, come l’ex parlamentare Pd Stefano Esposito, ha pure criticato: «Sospeso sulla base di articoli giornalistici. Neanche indagato, la cultura garantista è davvero morta e sepolta».
Silvia Velo, presidente della commissione di garanzia, spiega: «Certo che abbiamo valutato il fatto che non sia formalmente indagato. Ma abbiamo un codice etico, riteniamo che ci siano gli estremi per la sospensione. A tutela dell’immagine del Pd, ma anche dell’onorevole Cozzolino, che così può meglio attivarsi per la sua difesa». Del resto, lo stesso europarlamentare si era già auto-sospeso dal gruppo dei “Socialisti e democratici” di cui fa parte il Pd in Europa.
Letta, con chi ci ha parlato, è stato netto: «Il Pd pretende onore, disciplina e rettitudine nei comportamenti da parte chi lo rappresenta». Stefano Bonaccini definisce la vicenda Qatargate «scandalosa, vergognosa, da voltastomaco». Elly Schlein giovedì aveva giudicato «vergognoso e gravissimo» ciò che sta emergendo. Il Nazareno è chiaro: «Abbiamo dato una risposta ferma ed inequivocabile allo scandalo scoppiato a Bruxelles». Viene ribadita la richiesta di una commissione d’inchiesta al Parlamento europeo e l’intenzione di costituirsi parte civile al processo. E l’avvertimento che la sospensione sarà la regola: «Lo stesso avverrà nei confronti di eventuali altri esponenti del Pd coinvolti».