
PAOLO LAMBERTINI Il sindaco incontra oggi il presidente Toti
Il vertice con i Comuni della Valbormida e il distretto sociosanitario
l’intervista
«L’ho già detto: c’è una delibera che non è carta per il formaggio, è un impegno che arriva dopo 12 anni di silenzio». Paolo Lambertini, sindaco di Cairo, accusato di troppo silenzio sull’ospedale San Giuseppe, in silenzio non ci sta. Oggi alle 18.30 ci sarà l’incontro con il presidente della Regione, Giovanni Toti, che dovrebbe chiarire il destino della struttura. Il timore è quello di un depotenziamento dei servizi, mentre da tempo manca un punto di pronto soccorso. Lambertini è il presidente del distretto sociosanitario della Valbormida, che comprende 19 comuni. Che cosa aspetta da quest’incontro?«Intanto abbiamo già ottenuto una delibera, un impegno della Regione. Vorrei ricordare che è dal 2012 che l’ospedale viene colpito da riduzioni e dismissioni, senza nessun impegno preciso. Abbiamo perso, già prima dell’emergenza Covid, il pronto soccorso, poi i reparti di medicina, poi le attrezzature, e ancora i posti letto».E ora che cosa cambia? «Solo il fatto che ci incontriamo con Toti mi sembra un fatto non di poco conto. Ascolteremo ma rimaniamo con in mano una delibera regionale che, come ho detto, è importante».Bisogna però dare risposte al territorio. «C’è in campo il Pnrr, il Covid ha messo in evidenza la mancanza di intuito di chi ha voluto definanziare la sanità pubblica. Ora abbiamo un quadro più chiaro. Il tentativo di privatizzazione a sua volta si è dimostrato poco lungimirante. Se c’è voglia di investire in Italia, facciamolo anche a Cairo». Ospedale di comunità suona di riduzione dei servizi«I termini giuridici mi interessano poco. Abbiamo ora un contenitore, mi interessano i contenuti. Quanto meno, dico ai critici, possiamo partire da una base. Domani (oggi per chi legge, ndr) l’incontro con Toti non credo che sia un arrivo, piuttosto è una partenza». Lei è stato eletto in Provincia con Cambiamo!, il partito di Toti.«Non c’è nessuna confusione. Avrei potuto, come fanno altri sindaci eletti nelle liste di centro destra, mettere in scena un po’ di demagogia ma preferisco stare nel tecnico e nel concreto. La questione dell’ospedale è da professionisti, va affrontata in maniera tecnica e politica, evitando i populismi. Vedo spesso e leggo sui social frasi incommentabili. Dobbiamo capire e concordare le esigenze; i numeri di posti letto, i medici, i servizi. La Regione ci dà ascolto. Se le risposte non ci piacciono, almeno abbiamo aperto un dialogo». –Al. Pal.
